Berlinguer a Roma oltre la nostalgia su Cultura Commestibile

Sul numero 518 della rivista online Cultura Commestibile è uscito oggi (26 gennaio 2024) l’articolo intitolato “Berlinguer, oltre la nostalgia” scritto dopo una visita alla mostra dedicata al segretario all’ex Mattatoio di Roma, a Testaccio. La mostra è aperta fino all’11 febbraio 2024.  Ecco il testo dell’articolo:

Berlinguer, oltre la nostalgia

Nel mini-monitor, uno dei tanti sparsi nei padiglioni dell’ex Mattatoio di Roma che ospitano la mostra “I luoghi e le parole di Enrico Berlinguer”, scorrono le immagini del 13 giugno del 1984 in piazza San Giovanni. La marea di folla e di bandiere rosse, Nilde Iotti con gli occhiali scuri che ringrazia Pertini, il presidente quasi disperato che accarezza la bara di Enrico, “amico, figlio, compagno di lotta”. La donna che guarda il filmato si è messa gli auricolari, è immobile e piange in silenzio. Nella prima sala, prima di uscire, i visitatori firmano il libro delle presenze con piccole frasi di affetto e di gratitudine. La penna ha l’inchiostro verde (un caso o una reminiscenza togliattiana?). Fuori, davanti all’ingresso, alcune persone (compresa chi scrive) si fanno fotografare davanti agli striscioni che mostrano un Berlinguer ora sorridente ora pensoso, ora solo ora circondato dai compagni.

D’accordo, tutta questa storia è ancora talmente aperta e viva, talmente in tanti possono ancora dire “è storia mia, è storia nostra” che ricordo commosso, nostalgia, rimpianto, magone sono più che leciti, perfino naturali. Eppure quella messa su a Roma dall’Associazione Enrico Berlinguer nel centenario della nascita del segretario, e curata da Alessandro d’Onofrio, Alexander Höbel e Gregorio Sorgonà rappresenta molto di più di una “operazione nostalgia”, e non solo per la serietà dell’indagine che l’ha preparata e la ricchezza dei materiali esposti, originali audiovisivi, sonori, fotografici e documenti d’archivio.

In fondo ricordare questo leader, ricostruirne la formazione, il percorso intellettuale e politico, le scelte decisive, le vittorie e le sconfitte, e soprattutto calarne la figura nella realtà storica nazionale e internazionale in cui ha vissuto ed operato non significa solo rendergli un omaggio personale o retorico, ma significa anche tirare in ballo le idee, le scelte, le esperienze di una intera collettività di uomini e donne, iscritti ed elettori di un partito che ha contribuito a costruire l’Italia come un paese democratico e moderno. C’è un lascito importante e attuale in tutto ciò, che non va dimenticato né disperso, come purtroppo è accaduto per altri elementi della storia della sinistra e di quello stesso partito, il PCI (vedi, ad esempio, la tormentata vicenda dell’archivio dell’Unità).

Immergendosi nei padiglioni della mostra, approfondendo i suggerimenti tematici e approfittando dei link multimediali o archivistici, si possono ripercorrere gli anni berlingueriani con il cuore ma anche con la testa, con il sentimento (perché no) ma anche con capacità critica e di analisi, per ricostruire un passato che, volenti o nolenti, ci parla ancora oggi.

Il percorso espositivo propone cinque sezioni tematiche: Gli affetti, Il dirigente, Nella crisi italiana, La dimensione globale, Attualità e futuro.

La prima è dedicata alla rappresentazione della dimensione più emotiva, privata e familiare della vita di Berlinguer, con materiali d’archivio, libri, fotografie e oggetti personali. La scrivania, i libri. Cosa leggeva Berlinguer da giovane? A giudicare dalla sua biblioteca tanta filosofia, antica (i sofisti, Platone, Aristotele, Socrate) e moderna (Leibniz, Hegel, Nietzsche, Croce); scienza della politica moderna (Machiavelli, gli illuministi, i pensatori del Risorgimento, a partire da Mazzini); teorie della conoscenza, tematiche religiose.

La seconda sezione ripercorre la storia del Berlinguer dirigente di partito ricostruendo tutto il suo percorso di militanza comunista dall’iscrizione alla sezione giovanile del PCI di Sassari nel 1943 fino alla sua elezione a vicesegretario del PCI nel 1969.

Il contesto italiano inquadra nella terza sezione i momenti cruciali della sua biografia politica di segretario negli anni seguenti, mentre nella sezione successiva si sottolinea la dimensione globale della sua leadership: le riflessioni sui fatti del Cile, la ridefinizione del rapporto con l’Unione Sovietica, l’eurocomunismo, i movimenti di liberazione del Vietnam, la ricucitura dei rapporti con la Repubblica Popolare Cinese, la battaglia a tutto campo per la pace.

L’ultima sezione si interroga sul lascito politico di Berlinguer quale figura centrale del pantheon repubblicano, apprezzata e riconosciuta oltre i confini del proprio mondo e capace di richiamare l’attenzione su nodi e problemi globali divenuti sempre più pressanti negli ultimi decenni.

Nel percorso tavole e documenti approfondiscono elementi fondamentali del contesto storico politico degli anni in cui Berlinguer fu alla guida del PCI: gli eventi internazionali; la lunga stagione delle stragi e del terrorismo in Italia dal 1969 al 1984; gli esiti storicamente fondamentali della grande stagione riformatrice nel nostro paese per la quale il PCI fu motore determinante.

Molte le “curiosità” esposte: biglietti e lettere manoscritte (al poeta Rafael Alberti, a Luigi Pintor, a Renato Guttuso, a monsignor Bettazzi); manoscritti preparatori e dattiloscritti di discorsi (al Comitato centrale del partito, in Parlamento, l’originale del famoso saluto del 7 novembre 1977 a Mosca per le celebrazioni di 60° anniversario della rivoluzione d’ottobre in cui riconosce alla democrazia quel valore “storicamente universale sul quale fondare una originale società socialista”). E ancora tante indimenticabili fotografie degli incontri, dei comizi, delle feste dell’Unità, caricature, manifesti, filmati di sue interviste (a Minoli, nelle Tribune politiche), prime pagine dell’Unità, anche quella finta stampata dal periodico satirico Il Male nel settembre del 1978 in cui un fasullo Berlinguer annunciava con un editoriale la rottura con la DC. I libri che gli sono stati dedicati.

Sempre, da tutto questo immenso deposito di materiali emerge “con forza” l’intreccio della sua attività politica con le lotte “concrete” (perdonerà il Bianciardi de “Il lavoro culturale” questo ricorso a un linguaggio antico e un po’ stereotipato) dei lavoratori, dei giovani e delle donne. Una vicinanza, anzi un legame indissolubile che gli fu riconosciuto, simbolicamente e per sempre, da quella immensa folla il 13 giugno 1984 a San Giovanni.

Susanna Cressati

“Gli anni di Berlinguer”: dialogo con Aldo Tortorella

Proseguono gli incontri online organizzati dall’Istituto Gramsci Toscano per il centenario della fondazione del PCI. Venerdì 28 maggio alle 17.30 i giornalisti Susanna Cressati e Paolo Ceccarelli intervistano Aldo Tortorella, direttore di Critica Marxista, sul tema “Gli anni di Berlinguer”.

Membro attivo della Resistenza milanese e del PCI, alla Liberazione Tortorella divenne giornalista dell’edizione genovese de l’Unità, poi segretario della Federazione milanese del PCI e del comitato regionale lombardo. Direttore nazionale d l’Unità dal 1970 al 1975 è stato membro dell’ultima segretaria di Enrico Berlinguer e di quella di Alessandro Natta. Tra il XIX e il XX congresso nazionale del PCI è stato presidente del partito.

L’incontro, che sarà condotto da Giovanni Mari dell’Istituto Gramsci Toscano, può essere seguito sulla piattaforma Zoom e sulla pagina Facebook dell’Istituto.

Trentacinque anni senza Enrico. Ci vediamo l’11 giugno a Pisa

11 giugno 1984. Enrico Berlinguer muore a Padova, città in cui, qualche giorno prima, ha tenuto il suo ultimo comizio per le elezioni europee. Trentacinque anni dopo, l’11 giugno 2019, saremo a Pisa con il nostro libro “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente” (Maschietto Editore 2016) per ricordarne la figura, le idee e la sua capacità di analizzare i processi sociali e politici fino a individuare alcune linee di tendenza per il futuro. Ci hanno invitati lo “Spazio Langer” e l’associazione “Rami del sapere”.  L’appuntamento è per le ore 18 allo Spazio Langer di via Silvestri 21, Pisa.

W il 25 Aprile, W Berlinguer

Abbiamo partecipato ieri con particolare piacere alla presentazione del nostro libro “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente”, organizzata dall’Anpi di Santa Croce sull’Arno. La sezione locale dell’Associazione dei partigiani ha voluto inserire questo appuntamento all’interno di un percorso di avvicinamento al 25 Aprile, festa della Liberazione dal nazi-fascismo, e quindi abbiamo sentito profondamente il valore di questo impegno e di questo confronto.

Prima di dare inizio alla discussione nella bella sede di corso Mazzini, curata e arricchita da memorie e cimeli, il presidente Osvaldo Ciaponi ha ricordato la figura di Roberto Carpina, scomparso nei giorni scorsi a 92 anni. “Non ancora diciottenne Roberto – ha detto Ciaponi – nei primi giorni del marzo 1945 rispose volontario alla chiamata e si arruolò, insieme a altri 52 giovani santacrocesi, nel Corpo Volontari della Libertà. Combatté in Romagna e fu tra i liberatori di Alfonsine, di cui divenne in seguito cittadino onorario”.

E’ toccato poi a Cristian Pardossi prendere il microfono, tracciare il quadro storico entro cui si è svolta l’esperienza umana e politica di Enrico Berlinguer e sottoporci a un “fuoco di fila” di domande, mentre in sala si affollava un pubblico attento e partecipe.

Grazie agli organizzatori, ai partecipanti e W il 25 Aprile!

Sotto lo sguardo di Berlinguer a Lucca

Siamo davvero grati a “Sinistra con” di Lucca per averci regalato una bellissima serata con Enrico Berlinguer al Circolo di Piazza San Francesco. Con i numerosi, competenti e appassionati partecipanti abbiamo avuto una conversazione molto interessante, a partire dal nostro libro “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente“, sulla politica, la sinistra, la sua storia e le sue prospettive attuali.  Un ringraziamento particolare al capogruppo di “Sinistra con” Daniele Bianucci e alla giornalista Valentina Giglioli che ha condotto l’incontro. Eccoci al termine dell’iniziativa sotto lo sguardo di Enrico Berlinguer, anche lui impegnato in una discussione.

Sabato 13 aprile con l’Anpi e Enrico Berlinguer

Sabato 13 aprile alle ore 17 presenteremo il libro “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente” a Santa Croce sull’Arno. L’incontro è organizzato dall’Anpi e si svolgerà presso la sede dell’Associazione, in Corso Giuseppe Mazzini 117. Introduce e dialoga con gli autori Cristian Pardossi. 

L’iniziativa fa parte di un percorso di avvicinamento al 25 aprile, la Festa della Liberazione, voluto quest’anno dall’Anpi e particolarmente significativo. Se ne possono leggere i dettagli in questo articolo pubblicato dalla testata #gonews.it Zona del cuoio.

 

Enrico Berlinguer: il 5 giugno a Pistoia riflessioni sulla sua lezione etica e politica

 

Martedì 5 giugno 2018 si svolgerà a Pistoia un convegno sul tema “Enrico Berlinguer: la lezione etica e politica”. L’appuntamento è organizzato dall’ Associazione “Amici della Politica” e dal  “Centro Studi Donati” e avrà luogo presso l’Antico Palazzo dei Vescovi a partire dalle ore 16.00. Lo spunto del Convegno sarà offerto dalla presentazione del volume “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente” .

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16 marzo 1978: “Contro il terrorismo, da uomini liberi”

Alla classe operaia e ai lavoratori, a tutti i democratici, a tutti gli antifascisti, a tutti i cittadini, uomini e donne di ogni età e di ogni condizione, a tutti i corpi dello Stato che intendono essere fedeli fermamente alla Costituzione assicuriamo come sempre, in queste ore e nelle prossime settimane, l’impegno pieno, tenace ed unitario del Partito Comunista e rivolgiamo ad essi un appello ad esercitare una vigilanza, a partecipare alla azione necessaria per sventare, come è possibile, le manovre e le provocazioni che vogliono sovvertire la nostra democrazia, la nostra convivenza di uomini liberi“.

Con queste parole Enrico Berlinguer concluse il suo discorso alla Camera dei Deputati il 16 marzo 1978, poche ore dopo l’agguato di via Fani, durante il quale un commando delle Brigate Rosse rapì Aldo Moro e uccise i cinque componenti della sua scorta. Berlinguer aveva preparato un altro discorso, in occasione del voto di fiducia al governo Andreotti che il PCI aveva preannunciato.  Questa bozza, che il segretario comunista non lesse mai, è inclusa nell’elenco dei discorsi parlamentari di Enrico Berlinguer pubblicati dalla Camera dei Deputati in un volume del 2001. Nello stesso libro sono riprodotti (per gentile concessione della Fondazione Istituto Gramsci) i fogli manoscritti dell’intervento che realmente Berlinguer tenne alla Camera. 

La foto che correda questo articolo è quella della prima pagina del manoscritto. Qui il Discorso Berlinguer Camera 16.03.1978

 

Mi ricordo la strada: la voce di Enrico Berlinguer nella mostra dell’ANAS alla Triennale di Milano

C’è anche un pezzetto della nostra ricerca su Enrico Berlinguer nella mostra “Mi ricordo la strada” , a cura di Emilia Giorgi e Antonio Ottomanelli, che sarà aperta alla Triennale di Milano dall’8 al 18 marzo 2018. E’ la voce di Enrico Berlinguer, registrata dal compagno Giuseppe Ciari nel corso del comizio conclusivo della Festa Nazionale dell’Unità al Campovolo di Reggio Emilia, il 18 settembre 1983. La stessa registrazione che il compagno Ciari ci ha donato e che abbiamo già inserito in questo sito, nella sezione dei Comizi. La mostra è stata allestita in occasione del 90° anniversario di Anas, e si propone di raccontare quasi un secolo di storia italiana attraverso le immagini di 10 grandi eventi che hanno mosso milioni di persone, utilizzando la strada- dicono i curatori –  sia come mezzo che come metafora.

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L’Unità: l’archivio storico digitalizzato è clandestino

Nel 2015 con Simone Siliani avevamo appena cominciato a cercare, leggere, analizzare documenti e temi che avremmo riversato poi nel libro “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente”. Fin dai primi passi ci eravamo imbattuti in una notevole difficoltà nel reperire i materiali originali a cui volevamo attingere e subito diventò quotidiana per noi l’abitudine di scandagliare l’archivio storico digitalizzato dell’Unità, strada maestra e veloce per chi avesse voluto, come noi, avere a disposizione documenti della direzione nazionale del PCI, tesi e interventi congressuali, molti discorsi del segretario riportati integralmente. Una vera e propria miniera che offriva le sue pepite d’oro con la semplicità che solo può essere il risultato di un lavoro complesso e fatto bene. Un giorno improvvisamente, e incomprensibilmente, il canale si spense.

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A Napoli 100 foto per ricordare Berlinguer

Segnaliamo una bella mostra intitolata  “Con gli occhi di Mario”, che sarà visitabile dal 20 ottobre all’8 novembre, nell’Antisala dei Baroni del Maschio Angioino di Napoli.  La mostra raccoglie cento immagini del fotoreporter Mario Riccio, militante del PCI e fotografo de L’Unità che, con i suoi scatti, ha fermato momenti di Napoli e della Campania a cavallo tra gli anni ’70 e gli anni ’80.   Una mostra, spiega una nota dell’Ansa,  “promossa dalla rivista bimestrale Infinitimondi, in ricordo del fotoreporter, a due anni dalla sua scomparsa, per aprire riflessioni sul futuro, a partire dalla storia napoletana.  Tra gli scatti, anche quelli del Festival nazionale de L’Unità che si svolse a Napoli nel 1976.  E poi le foto dei sopralluoghi nei paesi distrutti dal terremoto dell’Irpinia dell’80, le fasi cruciali del compromesso storico e la rottura di quegli accordi”.

1981, Enrico Berlinguer e la fine della spinta propulsiva

Cento anni fa la rivoluzione bolscevica. Nel nostro libro abbiamo dedicato al tema dello “strappo” del PCI dall’Unione Sovietica un intero capitolo. Tra i materiali di riferimento abbiamo utilizzato due tra i più celebri discorsi di Enrico Berlinguer. Il primo, in ordine di tempo, è  il discorso tenuto il 3 novembre del 1977 a Mosca in occasione della celebrazione del 60° anniversario della Rivoluzione d’ottobre. Un discorso molto breve (durò poco meno dei 7 minuti concessi) in cui il segretario comunista affermava essere la democrazia il valore storicamente universale sul quale fondare un’originale società socialista e che fu accolto con gelo assoluto dalla platea. Il secondo è un brano della conferenza stampa televisiva del 15 dicembre 1981, dopo la presa del potere del generale Jaruzelski in Polonia, in cui Berlinguer espresse il famoso concetto della “fine della spinta propulsiva”. Riproponiamo i due documenti qui di seguito, preceduti da un filmato che nella parte iniziale mostra Berlinguer nel corso del suo intervento a Mosca.

https://www.youtube.com/watch?v=AWjT1uSU4oo

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Oggi giornata mondiale per l’aborto libero e sicuro. 1981, Il discorso di Berlinguer a Firenze sulla 194

Oggi è la Giornata mondiale per l’aborto libero e sicuro.

Il 26 aprile 1981 decine di migliaia di persone manifestarono a Firenze per la legge 194, invitate dalla Federazione giovanile del PCI con la parola d’ordine “Perché nel futuro dei giovani non ci sia più l’aborto”.  L’oratore della giornata era Enrico Berlinguer, che in piazza Santa Croce, in esordio, si scusò quasi di non dedicare il comizio alle solite questioni dell’attualità politica (era in corso il congresso del Psi), ma di voler affrontare senza indugi il tema dell’interruzione della gravidanza e dei due referendum che mettevano in discussione l’integrità della legge 194. Davanti a tanti giovani e alla fine di una mattinata grigia, sotto le prime gocce di pioggia, Berlinguer richiamò con energia tutto il partito ad impegnarsi a fondo perché uscissero battute dalle urne le forze “conservatrici, oscurantiste, reazionarie” che, se vittoriose, non avrebbero esitato a “tentare di colpire altre conquiste democratiche e sociali”.

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1981, Berlinguer tra il popolo delle fabbriche

Tre le questioni che Enrico Berlinguer, concludendo la Festa dell’Unità a Torino il 20 settembre 1981, indica al popolo comunista: prima di tutto la pace, poi una riflessione sul tipo di sviluppo economico e sociale, l’uso delle risorse e la qualità del lavoro e della vita, infine la questione morale. E’ il Berlinguer dell’alternativa democratica.

C’era una folla enorme a “Italia ’61”. Decine di migliaia di persone avevano affollato nei giorni precedenti i giardini e i prati tra il Palazzo del Lavoro e il Palavela. Erano gli anni della maggiore spinta del Pci. Venne invitato alla Festa anche Guido Carli, ex governatore della Banca d’Italia, ex presidente di Confindustria, futuro senatore indipendente nelle liste della Dc e ministro: partecipò a un dibattito con Claudio Napoleoni e Felice Mortillaro sul tema “Chi comanda davvero in fabbrica”.

Con gli esponenti del Pci si misuravano i leader nazionali e gli uomini di spicco degli altri partiti e dei sindacati che avevano matrici diverse da quelle comuniste, sindaci di grandi città e amministratori, imprenditori e rappresentanti della cultura, cinema e arte.

Tra la folla di Torino c’era anche Giuseppe Ciari, militante toscano, che registrò il discorso dal vivo.