Il mondo di Berlinguer: le foto

C’è una bella vignetta di Sergio Staino al primo piano della libreria Rinascita di Empoli. Contiene una battuta affettuosa sulle donne che la gestiscono, sulla loro appassionata competenza. Ed è proprio quella che campeggia in una di queste foto, scattate dal bravo e generoso Sanzio Fusconi. Eravamo in quella sala, giorni fa, per presentare “Il mondo di Berlinguer. 1972-1984”, poderoso catalogo di una mostra curata da Adriano Chini, a lungo dirigente del PCI, poi sindaco di Campi Bisenzio e consigliere regionale, nell’anno del quarantesimo della morte del segretario del PCI. Nel corso di tutta la sua esperienza politica Chini ha messo da parte e gelosamente conservato manifesti, volantini, fotografie, pubblicazioni relativi alla vita del partito e ora ha messo in ordine questo ricchissimo materiale accompagnandolo con una scelta minuziosa di avvenimenti e testi significativi. Il tutto proposto giorno per giorno e anno per anno. Una formidabile ricostruzione di un periodo fondamentale della vita politica del nostro paese. Ne abbiamo parlato con Chini il filosofo pisano Alfonso Maurizio Iacono ed io, davanti a un pubblico numeroso, attento e partecipe.

“Il mondo di Berlinguer” alla libreria Rinascita di Empoli

In occasione dell’anno che segna il quarantesimo anniversario della scomparsa di Enrico Berlinguer Adriano Chini, a lungo dirigente del PCI, ex sindaco di Campi Bisenzio e consigliere regionale, ha tirato fuori dai suoi cassetti una abbondante messe di documenti, fascicoli, manifesti, pubblicazioni legate alla sua militanza. Ha riordinato questo materiale in una mostra il cui ampio catalogo, arricchito di testi e riferimenti storici, verrà presentato sabato 23 novembre alle ore 17.30 alla libreria Rinascita di Empoli, in via Ridolfi 53. La mostra e il volume si intitolano “Il mondo di Berlinguer. 1972-1984” e si riferiscono appunto al periodo in cui Berlinguer fu segretario del partito. Paola Sani, che ha organizzato l’evento, mi ha invitata a partecipare insieme allo stesso Adriano Chini e al filosofo Alfonso Maurizio Iacono, docente all’Università di Pisa.