Berlinguer, SEO ed emozioni

Nel tentativo di promuovere meglio questo sito e di aumentare il numero dei lettori sto seguendo online un corso gratuito di SEO, Search Engine Optimization, l’insieme delle tecniche per migliorare la visibilità di un sito web sui motori di ricerca. E’ interessante e utile e mi sono già appuntata una serie di accorgimenti per migliorare la qualità dei miei aggiornamenti.

Ma questo sito non è commerciale, non ha come obiettivo quello di vendere ortaggi, panettoni o gioielli (sono gli esempi citati nel corso). Certo promuove un libro, “Berlinguer.Vita trascorsa, vita vivente”, ne pubblica fonti e materiali, ma ha l’obiettivo di proseguire insieme ai lettori il viaggio intrapreso con la scrittura e la pubblicazione, proponendo e condividendo esperienze e riflessioni.

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“Bandiera rossa contrordine compagni”: come nasce un film “social”

A noi di “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente” Pietro Folena lo aveva anticipato quando ci aveva concesso l’intervista per il libro: ci sarà un nuovo film che racconterà la vita di una sezione del PCI in Toscana quando il segretario era Berlinguer. Ora l’annuncio ufficiale, dato da Il Messaggero: il film si farà con una inedita formula “social” e si intitolerà “Bandiera Rossa contrordine compagni”.

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La voce del segretario, la folla di Tirrenia 1982

16 settembre 1982, dal sito di Rai Storia: “Periferia di Beirut. Uomini delle le milizie cristiano-falangiste entrano nei campi profughi palestinesi di Sabra e Shatila per vendicare l’ assassinio del loro neoeletto presidente Bashir Gemayel. E inizia un massacro della popolazione palestinese che durerà due giorni. Con gli israeliani, installati a 200 metri da Shatila, a creare una cinta intorno ai campi e a fornire i mezzi necessari all’operazione. Il bilancio, secondo stime difficilmente verificabili, sarà di circa 3.000 vittime. Una grande manifestazione di protesta in Israele porta alla creazione di una commissione d’inchiesta che attribuisce ad Ariel Sharon la responsabilità del massacro, costringendolo a dimettersi da ministro della Difesa. Il 16 dicembre dello stesso anno, l’Assemblea generale delle Nazioni Uniti, nel condannare nel modo più assoluto il massacro, conclude “che il massacro è stato un atto di genocidio’’.

Il 19 settembre a Tirrenia, nel discorso conclusivo della Festa nazionale dell’Unità, Enrico Berlinguer inizia a parlare proprio dai fatti di Beirut, che definisce “crimine mostruoso”, una “furia omicida che ricorda le nefandezze naziste”. E’ uno dei tanti passaggi di interesse storico di questo discorso, pronunciato davanti a una folla immensa (quella della prima foto del nostro libro, concessa gentilmente da Paolo Maggi) e che riproponiamo nella registrazione effettuata dal vivo da Giuseppe Ciari, il militante del PCI che ci ha fornito le sue registrazioni originali. Berlinguer parlò a lungo della pace, della lotta contro i missili a Comiso, della situazione politica nazionale. Ma lasciamo la parola al segretario del PCI.

Con Berlinguer, l’Arci e tanti giovani a Barontoli

Davvero una bella serata il 13 giugno al Circolo ARCI La Quercia “Sauro Francioni”, di Barontoli (Sovicille, Siena).  Con la presidente dell’ARCI Francesca Chiavacci, e Maurizio Boldrini, giornalista e docente universitario, abbiamo parlato a lungo di Enrico Berlinguer, dei suoi pensieri, del popolo della sinistra e delle sue “case”. Grazie all’Arci, al Cesvot, a Serenella Pallecchi che ha organizzato l’incontro, al vice presidente del Circolo Mauro Bianchi che lo ha introdotto, ai soci e alle socie del Circolo di Barontoli.

Futurologia, ovvero “i motivi della nostra esistenza”

Era il 1982, l’anno di Blade Runner. Forse, quando al 22° Congresso nazionale della FGCI, al Palalido di Milano, Enrico Berlinguer invitò i giovani a organizzare un “congresso di futurologia” qualcuno pensò che il segretario del Pci si fosse ispirato a Stanisław Lem, autore di un libro con lo stesso titolo. Del resto questo scrittore polacco di fantascienza, medico, scienziato, narratore, era o non era stato autore di testi caratterizzati da una forte critica al sistema capitalista?

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Berlinguer, Orwell e l’energia solare

Alla fine del 1983 Enrico Berlinguer rilasciò a Ferdinando Adornato, allora giornalista de L’Unità, una lunga intervista intitolata “Orwell sbagliava, il computer apre nuove frontiere”. Nel corso del colloquio non soltanto Berlinguer dimostrò la sua grande attenzione e apertura nei confronti delle nuove tecnologie informatiche (elettroniche, si diceva al quel tempo) ma secondo Adornato si sforzò di tracciare i primi contorni di una nuova fase politica. Come se, a chi lo accusava di aver ceduto a un ripiegamento, il segretario volesse replicare: “Vi sbagliate, non sono sul viale del tramonto, anzi guardo al futuro”. Tanto guardava al futuro che quando Adornato accennò al “sol dell’avvenir” Berlinguer replicò con un riferimento alla energia solare, che allora muoveva i suoi primi passi.

In questa clip Ferdinando Adornato sintetizza i contenuti di quella intervista e le sue riflessioni attuali.

E qui il testo integrale pubblicato sull’Unità.

Intervista di Ferdinando Adornato

 

Il 13 giugno con l’Arci La Quercia a Sovicille (Siena)

Il 13 giugno alle 18.30 presenteremo il libro “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente” al Circolo Arci La Quercia “Sauro Francioni” di Barontoli, a Sovicille (Siena). Saranno con noi Francesca Chiavacci, presidente nazionale dell’Arci, e il giornalista Maurizio Boldrini. Porterà i saluti il presidente del Circolo Fiorenzo Pepi. Seguirà un aperitivo. L’iniziativa si deve a Arci Siena e Cesvot.

A Padova, parlando di “austerità rivoluzionaria”

Il tema dell’austerità è stato al centro dell’incontro di presentazione del libro a Padova, che si è tenuto il 7 giugno, giorno dell’ultimo comizio del segretario del PCI.

Presso la sala Impastato di Banca Etica ne abbiamo discusso con Roberto Bettella, dell’Associazione Il libro nel bicchiere, e con numerosi intervenuti. Ha portato il suo saluto Ugo Biggeri, Presidente di Banca Etica, mentre Michele Silvestrin ha letto qualche brano degli scritti di Enrico Berlinguer. Il  Centro Ettore Lucini ha patrocinato l’evento. Grazie a tutti.

Pubblichiamo il testo integrale del discorso sull’austerità tenuto da Enrico Berlinguer al Teatro Eliseo di Roma il 16 gennaio 1977.

Discorso Teatro Eliseo

Aldo Bondi: “Da Berlinguer risposte di lunga durata”

La rivista settimanale Cultura Commestibile dedica il servizio di apertura del numero 220 a Enrico Berlinguer. Lo storico Aldo Bondi, che ha partecipato con noi a una delle presentazioni del libro “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente”(alle Caldine di Fiesole, il 21 aprile 2017) torna sul tema  per sottolineare la continuità del pensiero di Berlinguer e, in esso, la rilevanza di alcuni aspetti: il compromesso storico, l’attenzione costante al contesto internazionale, il lento strappo da Mosca, la concezione laica del partito, la rinnovata attenzione ai movimenti e il lavoro costante per l’unità politica dell’Europa.

Questa “rivoluzione copernicana”, conclude Bondi, ha patito non poche sconfitte, che vanno però considerate, a suo parere, più che frutto di inadeguatezze o errori di strategia o di tattica, come”esiti provvisori di una concezione educativa e ‘profetica’ della politica…come arte di dare insieme risposte di lunga durata ai bisogni che emergono dal corpo vivo della società”

 

Alberto Vannucci: “La questione morale come questione politico-istituzionale”

Nell’ attività politica di Enrico Berlinguer il tema della “questione morale” assume il ritmo di un implacabile crescendo musicale. Per il nostro libro ne abbiamo parlato con il professor Alberto Vannucci, docente di Scienza politica presso l’Università di Pisa, grande esperto di corruzione, su cui ha scritto nel 2012 un Atlante. La tesi del professor Vannucci (che condividiamo) è che “il tratto straordinario della sua riflessione è che non implica alcuna connotazione moralistica. E’ invece una questione che possiamo chiamare ‘morale’ in quanto espressione chiara e comprensibile, ma è di tipo sostanzialmente politico-istituzionale, che chiama in causa quello che i partiti stavano diventando”.  Di seguito la sua intervista, realizzata il 28 agosto 2015, in tre parti e alcuni estratti dagli scritti di Berlinguer sul tema.

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Il Partito, il popolo e le Case

Il capitolo del libro che porta questo titolo affronta un tema cruciale dell’esperienza politica negli anni della segreteria di Enrico Berlinguer: quello del rapporto tra l’organizzazione partitica, le sue caratteristiche e il suo bisogno di cambiamento, e l’organizzazione della società civile, che aveva ed ha ancora nelle Case del Popolo (soprattutto in Toscana ma non solo) uno dei suoi punti di riferimento, luogo di educazione e di formazione politica e culturale. Ne abbiamo parlato con Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana e con Francesca Chiavacci, presidente dell’Arci, che proprio nel 2017 festeggia i sessant’anni della fondazione.

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Il 7 giugno a Padova, ricordando l’ultimo comizio

Il prossimo appuntamento con “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente” è mercoledì 7 giugno a Padova. Presenteremo il libro nella sala Impastato di Banca Etica, via Tommaseo 7, alle ore 17.30. Parteciperanno il presidente di Banca Etica Ugo Biggeri e Roberto Bettella dell’associazione Il libro nel bicchiere, che ha organizzato l’evento.  Letture a cura di Michele Silvestrin. Patrocinio del Centro Ettore Lucini.

L’appuntamento ci è particolarmente caro, perchè proprio il 7 giugno 1984 si svolse a Padova, in Piazza della Frutta, la manifestazione del PCI per le elezioni europee, conclusa dal comizio del segretario del PCI. Berlinguer riuscì a stento a concludere il discorso, colpito da un ictus che lo portò a morte l’11 giugno. Queste furono le sue ultime parole: “E ora compagne e compagni, vi invito a impegnarvi tutti, in questi pochi giorni che ci separano dal voto, con lo slancio che sempre i comunisti hanno dimostrato nei momenti cruciali della vita politica. Lavorate tutti, casa per casa, azienda per azienda, strada per strada, dialogando con i cittadini, con la fiducia per le battaglie che abbiamo fatto, per le proposte che presentiamo, per quello che siamo stati e siamo, è possibile conquistare nuovi e più vasti consensi alle nostre liste, alla nostra causa, che è la causa della pace, della libertà, del lavoro, del progresso della nostra civiltà!”

 

EB come Garibaldi? No, l’eroe dei due mondi era massone

Maurizio Maggiani, nella postfazione al nostro libro, ha proposto un paragone tra Enrico Berlinguer e Giuseppe Garibaldi. Per farlo si è riferito a un bell’episodio: “Quando nel 1864 arriva a Londra – racconta Maggiani  di Garibaldi – la città si ferma, il porto si ferma, una folla immensa lo festeggia. La regina Vittoria scrive al suo Primo Ministro Benjamin Disraeli per chiedergli la ragione di questo trionfo. E lui risponde testuale: “Maestà, Giuseppe Garibaldi è oggi l’individuo più potente del mondo. Perché è ciò che dice, dice ciò che fa, fa ciò che è”. Puoi dirlo anche di Berlinguer. Questa era la sensazione che comunicava, e quindi era potente…L’idea è ciò che rende un uomo veramente
potente. E noi ci crediamo e non smettiamo mai di crederci”.

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Berlinguer alla Casa del Popolo Buonarroti di Firenze

Tra le tante foto che Paolo Maggi ci ha regalato per arricchire il nostro libro, ce n’è una che dovrebbe essere particolarmente cara ai fiorentini. Non ha una data certa, ma lo scatto può essere collocato nella seconda metà degli anni ’70. Ritrae il segretario del PCI accompagnato da un gruppo di compagni fiorentini a visitare la Casa del Popolo Buonarroti di Firenze, in piazza dei Ciompi, il giorno in cui l’allora presidente Bruno Bernini (che era stato comandante partigiano della brigata X Caiani con il nome di battaglia di Brunetto)  che compare a sinistra del segretario, organizzò una festa per la conclusione dei lavori di ristrutturazione della sede.  La palazzina, che attualmente ospita la sede del Comitato Territoriale ARCI di Firenze e quella del Comitato Regionale Toscano dell’ARCI, è segnalata tra le “case della memoria”, dato che fu l’abitazione di Lorenzo Ghiberti, come riporta la lapide posta sull’architrave della porta d’ingresso.
Oltre a essere un punto di riferimento per l’esperienza culturale e politico-organizzativa dell’area fiorentina, la Casa del Popolo Buonarroti giocò un ruolo di primo piano nel novembre 1966, nei giorni dell’alluvione di Firenze: fu qui, infatti, che fu allestita una grande mensa per gli “Angeli del fango” e la Casa del Popolo, grazie all’impegno dei soci e di tanti studenti divenne il Centro di Soccorso del quartiere di Santa Croce.

 

A Pisa con Vittoria Franco e Alberto Vannucci

A Pisa per presentare “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente”. Grazie agli amici Vittoria Franco e Alberto Vannucci, ai gestori della Libreria Feltrinelli e al bellissimo glicine che ci ha accolti alla sua ombra. In particolare abbiamo affrontato il tema del rapporto politica-movimenti, il significato del movimento di liberazione delle donna nella riflessione di Enico Berlinguer e la centralità (anche attuale) della questione morale come questione politico-istituzionale.