La Scuola del popolo di Sesto Fiorentino, nata per iniziativa dello SPI CGIL di Sesto e della CGIL di Firenze, mi ha invitato insieme a Simone Siliani a parlare di Enrico Berlinguer, nell’ambito del ciclo di incontri “Gli anni ’70: un decennio a perdifiato”. L’appuntamento è fissato per giovedì 14 novembre 2024 alle ore 16,30 presso la sede dell’Auser, via Pasolini 105 a Sesto Fiorentino. Il tema che ci è stato affidato è “Enrico Berlinguer, 40 anni dopo. Austerità, questione morale e Milano da bere”. Avremo così l’occasione di confrontarci con chi parteciperà sui contenuti del nostro libro “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente”, Castelvecchi 2022.
Per informazioni sull’intero ciclo di incontri tel. : 0554472450, Mail: spisesto@firenze.tosc.cgil.it
PERCHE’ UNA SCUOLA DEL POPOLO
Il progetto della “Scuola del popolo” nasce dalla convinzione che esista oggi, fra giovani e
adulti, un desiderio diffuso, ma spesso non soddisfatto, di formazione e conoscenza: il desiderio di approfondire argomenti e temi di cui si parla pubblicamente ma in forme spesso oscure o approssimative. Forse anche, semplicemente, il bisogno di ritrovarsi con altri per vivere un’esperienza comune, la possibilità di arricchire la propria vita e valorizzare quel tempo libero che finisce talvolta per essere tempo vuoto, senso di abbandono, momento di solitudine. E questo soprattutto per la crisi della sfera pubblica che da tempo, ormai, è diventata un deserto di passioni e ha allontanato tante e tanti per delusione e disincanto. La scommessa, quindi, è di far incontrare due desideri: quello di chi vuole avere formazione e conoscenza e quello di chi ha voglia ancora di trasmettere le sue conoscenze, di chi ha voglia di ascoltare e di chi ha voglia di dire.
Un tempo esistevano luoghi in cui le persone potevano incontrarsi per discutere, confrontarsi, capire meglio la propria storia e il mondo. Allora anche i messaggi che arrivavano dai media non trovavano solo individui isolati davanti a una televisione o un computer, ma erano discussi, oggetto di conversazione in uno spazio collettivo. Erano circoli, case del popolo, società di mutuo soccorso, sindacati, partiti, l’associazionismo diffuso.
Oggi questo tessuto sembra un po’ sfilacciato , disperso, comunque impoverito. E tuttavia forse non è scomparso quel bisogno e quel desiderio di conoscenza e partecipazione. Il sindacato può allora offrire i suoi spazi per cercare di costruire una comunità, sia pure piccola, di persone che si incontrano e riflettono insieme, per tessere una rete di relazioni “calde” di cui avere cura. Con passione e gentilezza. Importante infatti è che questi incontri siano occasioni e luoghi piacevoli di confronto, certo anche impegnativi però non noiosi o accademici. Si deve poter stare bene. E si potrebbero utilizzare film o sequenze di film, pagine di poesia o letteratura, prevedere delle pause, magari poter bere e mangiare.
Quest’anno la Scuola del popolo è dedicata agli anni ’70 del novecento, forse il periodo più denso e significativo della nostra storia recente: vuoi per le aspettative, come anche per le delusioni, vuoi per le conquiste sociali e civili, come anche per le tragedie, che hanno segnato in modo indelebile il nostro approccio alla società, un approccio che condiziona la nostra riflessione sulla politica e sull’individuo ancora oggi, nonostante i mutamenti epocali intervenuti da allora in poi e di cui in quegli anni si cominciavano a intravedere in maniera embrionale i primi significativi fenomeni.
Elena Aiazzi, Segreteria CGIL Firenze
Simonella Mazzanti, Segretaria SPI CGIL Sesto Fiorentino
Andrea Bagni, Scuola del Popolo