La voce del segretario, la folla di Tirrenia 1982

16 settembre 1982, dal sito di Rai Storia: “Periferia di Beirut. Uomini delle le milizie cristiano-falangiste entrano nei campi profughi palestinesi di Sabra e Shatila per vendicare l’ assassinio del loro neoeletto presidente Bashir Gemayel. E inizia un massacro della popolazione palestinese che durerà due giorni. Con gli israeliani, installati a 200 metri da Shatila, a creare una cinta intorno ai campi e a fornire i mezzi necessari all’operazione. Il bilancio, secondo stime difficilmente verificabili, sarà di circa 3.000 vittime. Una grande manifestazione di protesta in Israele porta alla creazione di una commissione d’inchiesta che attribuisce ad Ariel Sharon la responsabilità del massacro, costringendolo a dimettersi da ministro della Difesa. Il 16 dicembre dello stesso anno, l’Assemblea generale delle Nazioni Uniti, nel condannare nel modo più assoluto il massacro, conclude “che il massacro è stato un atto di genocidio’’.

Il 19 settembre a Tirrenia, nel discorso conclusivo della Festa nazionale dell’Unità, Enrico Berlinguer inizia a parlare proprio dai fatti di Beirut, che definisce “crimine mostruoso”, una “furia omicida che ricorda le nefandezze naziste”. E’ uno dei tanti passaggi di interesse storico di questo discorso, pronunciato davanti a una folla immensa (quella della prima foto del nostro libro, concessa gentilmente da Paolo Maggi) e che riproponiamo nella registrazione effettuata dal vivo da Giuseppe Ciari, il militante del PCI che ci ha fornito le sue registrazioni originali. Berlinguer parlò a lungo della pace, della lotta contro i missili a Comiso, della situazione politica nazionale. Ma lasciamo la paola al segretario del PCI.

Berlinguer alla Casa del Popolo Buonarroti di Firenze

Tra le tante foto che Paolo Maggi ci ha regalato per arricchire il nostro libro, ce n’è una che dovrebbe essere particolarmente cara ai fiorentini. Non ha una data certa, ma lo scatto può essere collocato nella seconda metà degli anni ’70. Ritrae il segretario del PCI accompagnato da un gruppo di compagni fiorentini a visitare la Casa del Popolo Buonarroti di Firenze, in piazza dei Ciompi, il giorno in cui l’allora presidente Bruno Bernini (che era stato comandante partigiano della brigata X Caiani con il nome di battaglia di Brunetto)  che compare a sinistra del segretario, organizzò una festa per la conclusione dei lavori di ristrutturazione della sede.  La palazzina, che attualmente ospita la sede del Comitato Territoriale ARCI di Firenze e quella del Comitato Regionale Toscano dell’ARCI, è segnalata tra le “case della memoria”, dato che fu l’abitazione di Lorenzo Ghiberti, come riporta la lapide posta sull’architrave della porta d’ingresso.
Oltre a essere un punto di riferimento per l’esperienza culturale e politico-organizzativa dell’area fiorentina, la Casa del Popolo Buonarroti giocò un ruolo di primo piano nel novembre 1966, nei giorni dell’alluvione di Firenze: fu qui, infatti, che fu allestita una grande mensa per gli “Angeli del fango” e la Casa del Popolo, grazie all’impegno dei soci e di tanti studenti divenne il Centro di Soccorso del quartiere di Santa Croce.