1981, Berlinguer tra il popolo delle fabbriche

Tre le questioni che Enrico Berlinguer, concludendo la Festa dell’Unità a Torino il 20 settembre 1981, indica al popolo comunista: prima di tutto la pace, poi una riflessione sul tipo di sviluppo economico e sociale, l’uso delle risorse e la qualità del lavoro e della vita, infine la questione morale. E’ il Berlinguer dell’alternativa democratica.

C’era una folla enorme a “Italia ’61”. Decine di migliaia di persone avevano affollato nei giorni precedenti i giardini e i prati tra il Palazzo del Lavoro e il Palavela. Erano gli anni della maggiore spinta del Pci. Venne invitato alla Festa anche Guido Carli, ex governatore della Banca d’Italia, ex presidente di Confindustria, futuro senatore indipendente nelle liste della Dc e ministro: partecipò a un dibattito con Claudio Napoleoni e Felice Mortillaro sul tema “Chi comanda davvero in fabbrica”.

Con gli esponenti del Pci si misuravano i leader nazionali e gli uomini di spicco degli altri partiti e dei sindacati che avevano matrici diverse da quelle comuniste, sindaci di grandi città e amministratori, imprenditori e rappresentanti della cultura, cinema e arte.

Tra la folla di Torino c’era anche Giuseppe Ciari, militante toscano, che registrò il discorso dal vivo.

1980: la voce di Berlinguer tra la strage di Bologna e la presenza ai cancelli della Fiat

La foto ritrae Enrico Berlinguer impegnato nel comizio conclusivo della Festa nazionale dell’Unità a Bologna, il 14 settembre 1980. Erano passate pochissime settimane dalla strage della stazione (2 agosto) e il segretario del PCI svolge una lunga argomentazione circa il terrorismo, le specifiche caratteristiche di questo fenomeno in Italia e la necessità, per tagliarne le radici, di una piena e diretta partecipazione del PCI al governo del paese.

Si schiera poi decisamente a fianco degli operai torinesi in lotta alla Fiat contro il licenziamento di 14mila lavoratori, senza nascondersi la durezza della battaglia che richiederà, dice “tenacia, unità, autodisciplina”. Il 26 settembre decise, con una scelta difficile e contestata, di andare di persona a Torino ai cancelli delle fabbriche.

Ecco il discorso integralmente registrato dal vivo a Bologna dal compagno Giuseppe Ciari.