A Napoli 100 foto per ricordare Berlinguer

Segnaliamo una bella mostra intitolata  “Con gli occhi di Mario”, che sarà visitabile dal 20 ottobre all’8 novembre, nell’Antisala dei Baroni del Maschio Angioino di Napoli.  La mostra raccoglie cento immagini del fotoreporter Mario Riccio, militante del PCI e fotografo de L’Unità che, con i suoi scatti, ha fermato momenti di Napoli e della Campania a cavallo tra gli anni ’70 e gli anni ’80.   Una mostra, spiega una nota dell’Ansa,  “promossa dalla rivista bimestrale Infinitimondi, in ricordo del fotoreporter, a due anni dalla sua scomparsa, per aprire riflessioni sul futuro, a partire dalla storia napoletana.  Tra gli scatti, anche quelli del Festival nazionale de L’Unità che si svolse a Napoli nel 1976.  E poi le foto dei sopralluoghi nei paesi distrutti dal terremoto dell’Irpinia dell’80, le fasi cruciali del compromesso storico e la rottura di quegli accordi”.

1981, Enrico Berlinguer e la fine della spinta propulsiva

Cento anni fa la rivoluzione bolscevica. Nel nostro libro abbiamo dedicato al tema dello “strappo” del PCI dall’Unione Sovietica un intero capitolo. Tra i materiali di riferimento abbiamo utilizzato due tra i più celebri discorsi di Enrico Berlinguer. Il primo, in ordine di tempo, è  il discorso tenuto il 3 novembre del 1977 a Mosca in occasione della celebrazione del 60° anniversario della Rivoluzione d’ottobre. Un discorso molto breve (durò poco meno dei 7 minuti concessi) in cui il segretario comunista affermava essere la democrazia il valore storicamente universale sul quale fondare un’originale società socialista e che fu accolto con gelo assoluto dalla platea. Il secondo è un brano della conferenza stampa televisiva del 15 dicembre 1981, dopo la presa del potere del generale Jaruzelski in Polonia, in cui Berlinguer espresse il famoso concetto della “fine della spinta propulsiva”. Riproponiamo i due documenti qui di seguito, preceduti da un filmato che nella parte iniziale mostra Berlinguer nel corso del suo intervento a Mosca.

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Oggi giornata mondiale per l’aborto libero e sicuro. 1981, Il discorso di Berlinguer a Firenze sulla 194

Oggi è la Giornata mondiale per l’aborto libero e sicuro.

Il 26 aprile 1981 decine di migliaia di persone manifestarono a Firenze per la legge 194, invitate dalla Federazione giovanile del PCI con la parola d’ordine “Perché nel futuro dei giovani non ci sia più l’aborto”.  L’oratore della giornata era Enrico Berlinguer, che in piazza Santa Croce, in esordio, si scusò quasi di non dedicare il comizio alle solite questioni dell’attualità politica (era in corso il congresso del Psi), ma di voler affrontare senza indugi il tema dell’interruzione della gravidanza e dei due referendum che mettevano in discussione l’integrità della legge 194. Davanti a tanti giovani e alla fine di una mattinata grigia, sotto le prime gocce di pioggia, Berlinguer richiamò con energia tutto il partito ad impegnarsi a fondo perché uscissero battute dalle urne le forze “conservatrici, oscurantiste, reazionarie” che, se vittoriose, non avrebbero esitato a “tentare di colpire altre conquiste democratiche e sociali”.

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1981, Berlinguer tra il popolo delle fabbriche

Tre le questioni che Enrico Berlinguer, concludendo la Festa dell’Unità a Torino il 20 settembre 1981, indica al popolo comunista: prima di tutto la pace, poi una riflessione sul tipo di sviluppo economico e sociale, l’uso delle risorse e la qualità del lavoro e della vita, infine la questione morale. E’ il Berlinguer dell’alternativa democratica.

C’era una folla enorme a “Italia ’61”. Decine di migliaia di persone avevano affollato nei giorni precedenti i giardini e i prati tra il Palazzo del Lavoro e il Palavela. Erano gli anni della maggiore spinta del Pci. Venne invitato alla Festa anche Guido Carli, ex governatore della Banca d’Italia, ex presidente di Confindustria, futuro senatore indipendente nelle liste della Dc e ministro: partecipò a un dibattito con Claudio Napoleoni e Felice Mortillaro sul tema “Chi comanda davvero in fabbrica”.

Con gli esponenti del Pci si misuravano i leader nazionali e gli uomini di spicco degli altri partiti e dei sindacati che avevano matrici diverse da quelle comuniste, sindaci di grandi città e amministratori, imprenditori e rappresentanti della cultura, cinema e arte.

Tra la folla di Torino c’era anche Giuseppe Ciari, militante toscano, che registrò il discorso dal vivo.

I colori del nostro libro a Bagno Vignoni

Davvero una manifestazione riuscita l’ottava edizione de “I colori del libro”, che si è svolta sabato e domenica a Bagno Vignoni, organizzata dal comune di San Quirico d’Orcia e Toscanalibri. Organizzazione efficiente e cordiale, ospiti di grande interesse (tra tutti Simone Cristicchi), una mostra mercato con banchi tutti da “spigolare”.

Ai “Colori del libro” abbiamo portato i nostri colori: il bianco e nero della copertina del libro, che allude a un’epoca ormai lontana, il rosso della bandiera del popolo comunista che vedeva in Berlinguer un punto di riferimento per il suo futuro. La pioggia non ha scoraggiato il pubblico che si è rapidamente spostato dalla piazza adiacente alla grande vasca termale verso la pieve poco lontana. E così, insieme al giornalista e scrittore Michele Taddei e alla giovane e bravissima sindaca di San Quirico Valeria Agnelli, abbiamo parlato di compromesso storico in chiesa.

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Reggio Emilia 1983, l’ultimo comizio alla Festa

Il 18 settembre 1983 Enrico Berlinguer concluse per l’ultima volta la Festa Nazionale dell’Unità, quell’anno organizzata a Reggio Emilia, in quel Campovolo che era rimasto a lungo abbandonato dopo la guerra e che fu per l’occasione recuperato alla fruizione pubblica grazie al lavoro dei volontari comunisti. Questa foto è la copertina del libro ”La festa più grande: Campovolo 1983”, di Alessandro Carri, che contiene anche altre fotografie scattate da Luigi Ghirri che documentano la folla enorme (quasi un milione di persone) confluita al comizio conclusivo di Berlinguer.

Qui di seguito potete riascoltare il discorso registrato dal vivo a Reggio Emilia dal compagno Giuseppe Chiari.

 

1980: la voce di Berlinguer tra la strage di Bologna e la presenza ai cancelli della Fiat

La foto ritrae Enrico Berlinguer impegnato nel comizio conclusivo della Festa nazionale dell’Unità a Bologna, il 14 settembre 1980. Erano passate pochissime settimane dalla strage della stazione (2 agosto) e il segretario del PCI svolge una lunga argomentazione circa il terrorismo, le specifiche caratteristiche di questo fenomeno in Italia e la necessità, per tagliarne le radici, di una piena e diretta partecipazione del PCI al governo del paese.

Si schiera poi decisamente a fianco degli operai torinesi in lotta alla Fiat contro il licenziamento di 14mila lavoratori, senza nascondersi la durezza della battaglia che richiederà, dice “tenacia, unità, autodisciplina”. Il 26 settembre decise, con una scelta difficile e contestata, di andare di persona a Torino ai cancelli delle fabbriche.

Ecco il discorso integralmente registrato dal vivo a Bologna dal compagno Giuseppe Ciari.

Berlinguer per Re David: la politica come alleanza di cittadini

Francesca Re David è da poche settimane la nuova segretaria generale della Fiom.  Dal 1987 in Cgil e dal 1998 in Fiom, sta girando l’Italia per conoscere a fondo i territori e le loro sofferenze, in un autunno che si preannuncia molto caldo sul fronte del lavoro.

Adolescente, conobbe Berlinguer, la sua famiglia, si iscrisse alla sezione del PCI di Ponte Milvio, la stessa del segretario. E’ venuta a Sesto Fiorentino, alla Casa del popolo Unione Operaia di Colonnata, per un incontro pubblico sui temi del lavoro, e ha accettato con grande sensibilità di parlare di lui. Il suo ricordo personale è quello di un uomo “dolcissimo, gentile, umano”, disposto ad ascoltare.

La foto dell’Unità che lo ritrae proprio a Roma, circondato dai giovani, lo vede come un militante di base seduto dall’altra parte rispetto al segretario della sezione, che è in quel caso il dirigente responsabile del partito. Berlinguer lo ascolta, e i giovani con lui. Francesca Re David è la ragazza alle sue spalle. “Rivendicava la diversità di una politica – ci ha detto la segretaria Fiom – che non è solo un “fare”, una “tattica”, ma che è polis, coalizione di cittadini, etica, diversa visione del futuro. Non è diventare come gli altri che fa la tua forza, ma far diventare gli altri come te”. E poi la centralità del lavoro, il compromesso storico come l’interpretazione migliore della radice della nostra Costituzione, che in sè contiene elementi del pensiero comunista, di quello liberale e di quello cattolico.  Ecco l’intervista. Dura solo 11 minuti ed è di grande interesse.

Grazie a Francesca Re David per questa testimonianza.

Grazie a Sesto TV e ai suoi instancabili animatori Daniele Papi e Sergio Campostrini per aver realizzato il filmato.

Lunedì 21 agosto alla Festa dell’unità progressista di Massa

Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista di Massa ci ha invitati a parlate di “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente” alla Festa regionale dell’unità progressista che si sta svolgendo nel Parco di Ricortola (Marina di Massa). L’appuntamento è per lunedì 21 agosto alle ore 21. Coordina l’incontro Nicola del Nero. Intervengono: Susanna Cressati, giornalista, Michele Ventura, Mdp Toscana, e Francesco Anselmi, segretario provinciale Sinistra Italiana Massa.

Albini: “Un leader comunista che raccoglie ancora interesse e rispetto”

Così sul suo profilo Facebook Tea Albini presenta la serata al Torrino di Santa Rosa, Firenze: “Stasera alle 19 al Torrino di Santa Rosa presentiamo il bel libro di Susanna Cressati e Simone Siliani: Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente.
Un bel titolo, oltre che un bel libro. E in questi tempi in cui tanta (se non tutta) la vita politica sta appesa alle pagine di un libro, è anche una piccola boccata d’ossigeno.
Si parlerà di Berlinguer, ovviamente, ma sarà tutt’altro che un’operazione nostalgia. Nel libro non c’è soltanto la storia che abbiamo vissuto, con le testimonianze e le riflessioni di tanti protagonisti di una stagione. C’è soprattutto un riferimento a una serie di pensieri e di fatti che interrogano il presente e da più di quarant’anni formulano ancora diversi concetti ancora proiettati nel futuro.
Leggerlo è stato come aprire i quotidiani di oggi, con un senso quasi di invidia rispetto a quelle opinioni sparite dai radar di cronache di gossip politico e storytelling, per ritrovarvi riflessioni acute e avveniristiche sul senso del lavoro, sul rapporto con il capitalismo, sulla nascita di un certo neoliberismo selvaggio (che appare quasi come una condanna) e sulle strade che poi avrebbe preso e “rischiato” la politica per arrivare ai tempi di oggi.
Sarà forse per questo che oggi Berlinguer è il nome di un leader “comunista” che raccoglie interesse e rispetto unanime in tutto l’arco dei sentimenti e delle istanze politiche. Ed è per questo che l’interessante serata che con questo libro gli dedichiamo è un bel tuffo nel contemporaneo che, ne sono sicura, farà riflettere e divertire al di là delle nostre personali biografie“.

Berlinguer, SEO ed emozioni

Nel tentativo di promuovere meglio questo sito e di aumentare il numero dei lettori sto seguendo online un corso gratuito di SEO, Search Engine Optimization, l’insieme delle tecniche per migliorare la visibilità di un sito web sui motori di ricerca. E’ interessante e utile e mi sono già appuntata una serie di accorgimenti per migliorare la qualità dei miei aggiornamenti.

Ma questo sito non è commerciale, non ha come obiettivo quello di vendere ortaggi, panettoni o gioielli (sono gli esempi citati nel corso). Certo promuove un libro, “Berlinguer.Vita trascorsa, vita vivente”, ne pubblica fonti e materiali, ma ha l’obiettivo di proseguire insieme ai lettori il viaggio intrapreso con la scrittura e la pubblicazione, proponendo e condividendo esperienze e riflessioni.

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“Bandiera rossa contrordine compagni”: come nasce un film “social”

A noi di “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente” Pietro Folena lo aveva anticipato quando ci aveva concesso l’intervista per il libro: ci sarà un nuovo film che racconterà la vita di una sezione del PCI in Toscana quando il segretario era Berlinguer. Ora l’annuncio ufficiale, dato da Il Messaggero: il film si farà con una inedita formula “social” e si intitolerà “Bandiera Rossa contrordine compagni”.

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La voce del segretario, la folla di Tirrenia 1982

16 settembre 1982, dal sito di Rai Storia: “Periferia di Beirut. Uomini delle le milizie cristiano-falangiste entrano nei campi profughi palestinesi di Sabra e Shatila per vendicare l’ assassinio del loro neoeletto presidente Bashir Gemayel. E inizia un massacro della popolazione palestinese che durerà due giorni. Con gli israeliani, installati a 200 metri da Shatila, a creare una cinta intorno ai campi e a fornire i mezzi necessari all’operazione. Il bilancio, secondo stime difficilmente verificabili, sarà di circa 3.000 vittime. Una grande manifestazione di protesta in Israele porta alla creazione di una commissione d’inchiesta che attribuisce ad Ariel Sharon la responsabilità del massacro, costringendolo a dimettersi da ministro della Difesa. Il 16 dicembre dello stesso anno, l’Assemblea generale delle Nazioni Uniti, nel condannare nel modo più assoluto il massacro, conclude “che il massacro è stato un atto di genocidio’’.

Il 19 settembre a Tirrenia, nel discorso conclusivo della Festa nazionale dell’Unità, Enrico Berlinguer inizia a parlare proprio dai fatti di Beirut, che definisce “crimine mostruoso”, una “furia omicida che ricorda le nefandezze naziste”. E’ uno dei tanti passaggi di interesse storico di questo discorso, pronunciato davanti a una folla immensa (quella della prima foto del nostro libro, concessa gentilmente da Paolo Maggi) e che riproponiamo nella registrazione effettuata dal vivo da Giuseppe Ciari, il militante del PCI che ci ha fornito le sue registrazioni originali. Berlinguer parlò a lungo della pace, della lotta contro i missili a Comiso, della situazione politica nazionale. Ma lasciamo la parola al segretario del PCI.

Con Berlinguer, l’Arci e tanti giovani a Barontoli

Davvero una bella serata il 13 giugno al Circolo ARCI La Quercia “Sauro Francioni”, di Barontoli (Sovicille, Siena).  Con la presidente dell’ARCI Francesca Chiavacci, e Maurizio Boldrini, giornalista e docente universitario, abbiamo parlato a lungo di Enrico Berlinguer, dei suoi pensieri, del popolo della sinistra e delle sue “case”. Grazie all’Arci, al Cesvot, a Serenella Pallecchi che ha organizzato l’incontro, al vice presidente del Circolo Mauro Bianchi che lo ha introdotto, ai soci e alle socie del Circolo di Barontoli.