Alla 25 Aprile di Firenze con concerto

Ecco alcune immagini dell’incontro che si è svolto alla casa del popolo 25 aprile di Firenze. Abbiamo presentato il nostro libro, discusso sulla politica di Berlimguer ma anche molto su quella attuale, i rischi per la democrazia e il ruolo della sinistra, abbiamo cantato con l’Allonsanfan band alcune vecchie canzoni.  Grazie agli organizzatori e avanti con la nostra riflessione sul segretario del PCI.

Con Berlinguer alla 25 Aprile di Firenze

FESTA DI COMPLEANNO. Una piccola nota personale. Mi sembra ieri che Simone Siliani salì le scale dal suo ufficio al mio per porgermi, con l’immancabile sorriso, i fogli su cui aveva abbozzato il progetto del libro a cui avremmo, in seguito, lavorato insieme. Mi sembra ieri ma sono passati più di dieci anni, e dieci giusti giusti da quel 2016 in cui il volume, “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente”, vide la luce per i tipi di Maschietto Editore. Sono seguiti decine e decine di incontri, dibattiti, presentazioni in Toscana e in Italia, una nuova edizione (questa volta Castelvecchi), la nostra presenza alla bellissima mostra dedicata al segretario del PCI al Mandela Forum. Insomma, il libro ha veramente vissuto, si è evoluto, ha viaggiato, ha fatto incontrare e discutere. E ancora non sembra essere andato in pensione. Così il 21 aprile prossimo ci rivediamo per parlarne alla Casa del popolo 25 aprile, per iniziativa della Biblioteca Riccardo Torregiani, con la collaborazione di Diritti a Sinistra, del coro Allonsanfàn Band e del Circolo 25 Aprile. L’appuntamento è alle 18, con Alessandro Adinolfi, Daniele Lastri, Moreno Biagioni, Simone Siliani ed io. Il finale (coro e brindisi) sa di festa.

Foto dal Mandela Forum

Si è conclusa al Mandela Forum la mostra dedicata a Enrico Berlinguer. Tra le numerosissime iniziative  che l’hanno animata ci sono stati anche due incontri per noi particolarmente coinvolgenti: la discussione sul nostro libro “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente” insieme a Leonardo Domenici e quella sul libro di Andrea Mazzoni  “L’anno che voleva cambiare le cose. Il 1975, giorno per giorno, dalle pagine de l’Unità”. Ecco le immagini delle serate.

1975: l’anno che voleva cambiare le cose

“L’anno che voleva cambiare le cose” è il bel libro scritto da Andrea Mazzoni, che ripercorre le vicende di quei mesi così come furono trattate nelle pagine dell’Unità Insieme all’autore, a Simonetta Soldani e ad Amos Cecchi ne parleremo domani nell’ambito della mostra su Berlinguer allestita al Mandela Forum di Firenze. Nella locandina tutti i particolari.

Serata Berlinguer a Montale (Pistoia)

Ecco le immagini della serata di ieri organizzata nel nome di Enrico Berlinguer dalla Federazione di Pistoia di Sinistra Italiana al circolo Arci di Montale (PT). Giovanni Turris, dell’Associazione culturale Enrico Berlinguer di Roma, ha presentato il documentario che ha realizzato utilizzando i materiali dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio. Cinquanta minuti intensi, ricchi di immagini e di brani di alcuni dei video-documenti più significativi del percorso politico e umano del segretario del PCI. Con la conduzione di Daniele Cipriani ne hanno parlato Lorenzo Falchi, sindaco di Sesto Fiorentino e membro della segretaria nazionale di SI, e Susanna Cressati. L’interesse per la figura di Berlinguer e per il suo lascito politico è sempre vivo.

“Memorie per il futuro” con Enrico Berlinguer a Prato

Mostre, incontri, cene sociali e canzoni di lotta: c’è tutto questo nella due-giorni “Memorie per il futuro” organizzata dal coordinamento di Prato di Sinistra Civica Ecologista “Gianni Del Vecchio”. L’appuntamento è per venerdì 29 e sabato 30 novembre 2024 (pomeriggio, cena e dopocena) presso il Circolo ARCI “Bruno Cherubini”, via Onorato Bambini 16, Grignano, Prato. Ci siamo anche Simone Siliani ed io con il nostro libro “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente”. Ne parleremo venerdì alle ore 21.15 dialogando con Andrea Mazzoni.

“La grande ambizione” e il nostro libro al Circolo dell’Antella

Il PD dell’Antella ha organizzato per  mercoledì 27 novembre una serata per ricordare la figura di Enrico Berlinguer. L’appuntamento è alle 20.45 presso il Circolo Ricreativo Culturale dell’Antella,  in via Pulicciano 53. Verrà proiettato il film “La grande ambizione”, regia di Andrea Segre, che ripercorre alcuni anni cruciali dell’impegno politico del segretario del PCI. Prima della proiezione Simone Siliani ed io interverremo brevemente proponendo alcune riflessioni tratte dal nostro libro “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente”, Castelvecchi 2022.

Foto di Francesco Matteini.

Con EB alla Scuola del Popolo di Sesto

La Scuola del popolo di Sesto Fiorentino, nata per iniziativa dello SPI CGIL di Sesto e della CGIL di Firenze, mi ha invitato insieme a Simone Siliani a parlare di Enrico Berlinguer, nell’ambito del ciclo di incontri “Gli anni ’70: un decennio a perdifiato”. L’appuntamento è fissato per giovedì 14 novembre 2024 alle ore 16,30 presso la sede dell’Auser, via Pasolini 105  a Sesto Fiorentino. Il tema che ci è stato affidato è “Enrico Berlinguer, 40 anni dopo. Austerità, questione morale e Milano da bere”. Avremo così l’occasione di confrontarci con chi parteciperà sui contenuti del nostro libro “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente”, Castelvecchi 2022.

Per informazioni sull’intero ciclo di incontri tel. : 0554472450, Mail: spisesto@firenze.tosc.cgil.it

PERCHE’ UNA SCUOLA DEL POPOLO

Il progetto della “Scuola del popolo” nasce dalla convinzione che esista oggi, fra giovani e

adulti, un desiderio diffuso, ma spesso non soddisfatto, di formazione e conoscenza: il desiderio di approfondire argomenti e temi di cui si parla pubblicamente ma in forme spesso oscure o approssimative. Forse anche, semplicemente, il bisogno di ritrovarsi con altri per vivere un’esperienza comune, la possibilità di arricchire la propria vita e valorizzare quel tempo libero che finisce talvolta per essere tempo vuoto, senso di abbandono, momento di solitudine. E questo soprattutto per la crisi della sfera pubblica che da tempo, ormai, è diventata un deserto di passioni e ha allontanato tante e tanti per delusione e disincanto. La scommessa, quindi, è di far incontrare due desideri: quello di chi vuole avere formazione e conoscenza e quello di chi ha voglia ancora di trasmettere le sue conoscenze, di chi ha voglia di ascoltare e di chi ha voglia di dire.

Un tempo esistevano luoghi in cui le persone potevano incontrarsi per discutere, confrontarsi, capire meglio la propria storia e il mondo. Allora anche i messaggi che arrivavano dai media non trovavano solo individui isolati davanti a una televisione o un computer, ma erano discussi, oggetto di conversazione in uno spazio collettivo. Erano circoli, case del popolo, società di mutuo soccorso, sindacati, partiti, l’associazionismo diffuso.

Oggi questo tessuto sembra un po’ sfilacciato , disperso, comunque impoverito. E tuttavia forse non è scomparso quel bisogno e quel desiderio di conoscenza e partecipazione. Il sindacato può allora offrire i suoi spazi per cercare di costruire una comunità, sia pure piccola, di persone che si incontrano e riflettono insieme, per tessere una rete di relazioni “calde” di cui avere cura. Con passione e gentilezza. Importante infatti è che questi incontri siano occasioni e luoghi piacevoli di confronto, certo anche impegnativi però non noiosi o accademici. Si deve poter stare bene. E si potrebbero utilizzare film o sequenze di film, pagine di poesia o letteratura, prevedere delle pause, magari poter bere e mangiare.

Quest’anno la Scuola del popolo è dedicata agli anni ’70 del novecento, forse il periodo più denso e significativo della nostra storia recente: vuoi per le aspettative, come anche per le delusioni, vuoi per le conquiste sociali e civili, come anche per le tragedie, che hanno segnato in modo indelebile il nostro approccio alla società, un approccio che condiziona la nostra riflessione sulla politica e sull’individuo ancora oggi, nonostante i mutamenti epocali intervenuti da allora in poi e di cui in quegli anni si cominciavano a intravedere in maniera embrionale i primi significativi fenomeni.

Elena Aiazzi, Segreteria CGIL Firenze

Simonella Mazzanti, Segretaria SPI CGIL Sesto Fiorentino

Andrea Bagni, Scuola del Popolo

40 anni senza Enrico Berlinguer

Giovedì 26 settembre ore 21.15 all’Unione Operaia di Colonnata di Sesto Fiorentino iniziativa 40 ANNI SENZA ENRICO BERLINGUER con: Emiliano Fossi (Segretario Regionale PD Toscana), Livia Turco (Presidente Fondazione “Nilde Iotti”) e Michele Ventura (Segretario della federazione PCI di Firenze dal 1975 al 1983). Ha condotto Susanna Cressati (giornalista). Il video con la registrazione integrale della serata, realizzato da SestoTV è disponibile qui .

Il giorno del compleanno di Enrico Berlinguer a Barberino

Ho passato a Barberino con Simone Siliani, Paolo Cocchi e tanti (tanti davvero) amici e compagni il giorno che sarebbe stato quello del compleanno di Enrico Berlinguer. Il tema proposto da Ora!Barberino e Cultura Commestibile al pubblico riunito nel salone del circolo Arci era “L’eredità di Erico Berlinguer”, un argomento a Simone e a me molto congeniale visto che ci abbiamo dedicato un libro intero, “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente” (Castelvecchi Editore 2022) per sostenerne, almeno in alcune parti molto importanti e “pesanti”, la sua attuale utilità per la politica e per la sinistra. Dopo due ore buone di interventi eravamo sempre lì (mentre al tavolo dell’aperitivo attendevano intonsi crostini pecorino e baccelli) a cercare di fare i conti con quella eredità, a lungo trascurata, allontanata, espunta come cosa sorpassata, a volte condannata come inutile se non dannosa per la sinistra. Eppure ancora evocata e desiderata. Basta soffiare sulla cenere, anche con poco fiato, anche con pudore intellettuale e le braci riprendono molto rapidamente la loro vita incandescente. Io non conosco Barberino e la sua realtà politica. Ma sia in questa che in altre occasioni (vedi Bagno a Ripoli) avrei consigliato ai politici oggi attivi di venire a ascoltare. Perché il livello di scoramento, di smarrimento, di mancanza di speranza nella politica che i tanti (tanti) intervenuti ha espresso era davvero sconvolgente. Con il libro Simone ed io giriamo le varie sedi di presentazione dal 2016 e stiamo percependo anno dopo anno, mese dopo mese, la consapevolezza di un decadimento politico e partecipativo che sembra inarrestabile: le persone ti guardano con occhi disperati, non se ne fanno una ragione che la politica che un tempo praticavano come crescita personale e partecipazione alla vita collettiva sia stata annulla, sostituita da un gioco di potere su cui non solo non hanno alcuna influenza ma che non tiene minimamente conto dei loro problemi, dei loro diritti. Nessuno, nessuno a sinistra sembra avere veramente raccolto e messo a frutto quella eredità di Berlinguer che i nostri interlocutori testimoniano ancora così vicina al popolo: il valore universale della democrazia, la battaglia per la pace, per un nuovo modello di sviluppo (austerità), per una politica pulita (questione morale), per una politica vicina a chi ha le leve del futuro (i giovani, le donne). “Siamo disarmati”, li senti dire.

“Abbiamo di fatto dimenticato Berlinguer – dice Paolo – ma è il fardello della sua eredità che non lascia noi”. A cavallo degli anni Ottanta e Novanta si sviluppò un dibattito intorno al concetto di “orizzonte del comunismo”, che la sinistra avrebbe dovuto o meno indicare come proprio estremo approdo. Un orizzonte che, se ben ricordo, era disegnato dalla critica al capitalismo ma anche alla versione corrente della democrazia. Erano gli anni in cui Giorgio Gaber cantava “Ma cos’é la destra cos’é la sinistra. Basta!” e “ideologia” era una parolaccia. E invece – penso – una ideologia è essenziale, sono essenziali fondamenti teorici, finalità, valori e obiettivi anche a lungo termine che sostengono una battaglia politica che non si riduca alla curatela di interessi particolari, a obiettivi elettorali, a lotte di potere.

Lo sgomento dei nostri interlocutori (e confesso anche il mio) rispetto alla politica attuale (parlo a livello europeo) è tutto qui: nessuna forza politica sta costruendo una proposta critica nei confronti dello stato di cose presente, di un capitalismo sempre più globale e vorace, che produce un mondo sempre più diseguale ed ingiusto, travolto dalle guerre, in balìa dei pochi privati che con le tecnologie più avanzate tengono in pugno miliardi di esseri umani conoscendone i dati e potendoli trasformare in armi poderose di controllo e manipolazione.

Direte: ma Berlinguer che ne sapeva? Nella remota sua epoca questo politico qualcosa aveva intuito (rileggetelo), aveva individuato e indicato un orizzonte critico rispetto allo stato di cose presenti.

Susanna Cressati

Le idee di Berlinguer: appuntamento a Barberino

La democrazia come valore universale, la questione morale come questione politica, l’austerità ovvero un nuovo modello di sviluppo, il ruolo delle donne e dei giovani nella società, la centralità del lavoro, la forza della laicità: ecco alcuni dei grandi lasciti di Enrico Berlinguer. Su questa sua eredità Simone Siliani ed io abbiamo riflettuto e discusso nel nostro libro “Berlinguer. Vita vissuta, vita vivente” (Castelvecchi Editore 2022). E’ dunque con piacere che abbiamo accolto l’invito dell’associazione OrA! Barberino che, insieme alla nostra testata Cultura Commestibile ha organizzato per domani sabato 25 maggio alle ore 17 un incontro su questo tema presso il circolo ARCI di Barberino. Sarà con noi Paolo Cocchi. A 40 anni dalla scomparsa del segretario del PCI ripercorreremo la sua storia ricercando i tratti del suo contributo di idee, azioni e valori ancora attuali per la politica e la sinistra di oggi.

Con Berlinguer a Dicomano

Venerdì 17 maggio alle ore 21 appuntamento con il nostro libro “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente” a Dicomano. L’appuntamento è stato organizzato da “Dicomano che verrà” e si svolgerà nella sede dell’Accademia, piazza della Repubblica 26. Intervengono gli autori del libro Simone Siliani e Susanna Cressati.

Berlinguer, l’eredità perduta

Partecipatissimo e di grande attualità il dibattito che si è svolto ieri, sabato 11 maggio, alla Biblioteca Comunale di Bagno a Ripoli sul tema dell’eredità politica di Enrico Berlinguer a 40 anni di distanza dalla sua morte, avvenuta l’11 giugno 1984. L’evento è stato promosso dall’associazione “Firenzeintralice” in collaborazione con “Cultura Commestibile” e la Biblioteca comunale, con il patrocinio del Comune di Bagno a Ripoli.  Sono intervenuti Simone Siliani e Paolo Cocchi, conduzione di Susanna Cressati. Si è discusso a lungo sul ruolo del segretario e sul destino della sua elaborazione politica, una eredità, si è detto, che purtroppo nessuno a sinistra sembra aver raccolto. Particolarmente invocata, durante gli interventi, la necessità di una politica di sinistra partecipata, in cui le persone e soprattutto i giovani possano riconoscersi.

Berlinguer dalla parte dei lavoratori, dei giovani, della pace

E’ sempre emozionante e interessante ascoltare, durante le presentazioni del nostro “Berlinguer. Vita vissuta, vita vivente” (Castelvecchi Editore 2022), le domande e le riflessioni di chi partecipa agli incontri. Ieri a Empoli, alla libreria San Paolo Libri & Persone, abbiamo parlato di come le idee e le visioni di Enrico Berlinguer possano ancora ispirare una sinistra capace di stare dalla parte dei lavoratori, dei giovani, della buona politica e della pace. E abbiamo anche ricordato le difficoltà incontrate dal segretario non solo tra i suoi avversari ma anche nel suo stesso campo. Ci hanno salutati e stimolati con i loro interventi tutti i partecipanti, insieme a Alessio Mantellassi, Presidente del Consiglio Comunale di Empoli, e al conduttore Piero Benassai, collega e amico.