“Era un uomo del futuro”: il nostro booktrailer

Anche un booktrailer può aggiungere qualcosa al senso di un libro.  Lo fa il nostro, che Sandra Salvato ha curato con passione, scegliendo le parole giuste per descrivere la nostra idea. Come è nato il libro, con quali intenzioni e suggestioni: il tutto in una manciata di minuti.

Vannino Chiti: “Così lavorava Berlinguer”

In un lungo colloquio registrato a Firenze Vannino Chiti, a lungo funzionario del PCI, poi presidente della Regione Toscana,  vicepresidente del Senato e ministro della Repubblica, ci ha regalato alcuni ricordi personali che illuminano alcuni aspetti della personalità di Enrico Berlinguer: come si rapportava con la base del partito e i suoi funzionari sul territorio; come si preparava a un congresso; come accoglieva con imbarazzo le manifestazioni di affetto dei militanti. Immaginate che a Lamporecchio una donna voleva baciargli le mani!

Nel corso dell’intervista abbiamo parlato con Chiti anche del confronto con il mondo cattolico, del rapporto tra PCI e PSI, della questione morale e del disastro dei partiti in Italia.

Ecco la versione integrale del colloquio.

Prima parte. “Berlinguer e io: tre ricordi personali”

Seconda parte. “Il confronto con il mondo cattolico”

Terza parte. “I rapporti con il PSI. Il disastro dei partiti”

L’austerità di Berlinguer e l’austerità di oggi: a colloquio con Stefano Casini Benvenuti

“Austerità” è uno dei concetti utilizzati da Enrico Berlinguer più discussi e incompresi. Nel nostro libro dedichiamo al tema un intero capitolo, in cui con numerosi interlocutori cerchiamo di rintracciare, a partire dall’intervento conclusivo del segretario del PCI al convegno degli intellettuali all’Eliseo del gennaio 1977, l’attualità e l’efficacia di quell’impianto di pensiero. Tra le voci che abbiamo ascoltato c’è quella dell’economista Stefano Casini Benvenuti, direttore dell’Irpet.

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A Napoli 100 foto per ricordare Berlinguer

Segnaliamo una bella mostra intitolata  “Con gli occhi di Mario”, che sarà visitabile dal 20 ottobre all’8 novembre, nell’Antisala dei Baroni del Maschio Angioino di Napoli.  La mostra raccoglie cento immagini del fotoreporter Mario Riccio, militante del PCI e fotografo de L’Unità che, con i suoi scatti, ha fermato momenti di Napoli e della Campania a cavallo tra gli anni ’70 e gli anni ’80.   Una mostra, spiega una nota dell’Ansa,  “promossa dalla rivista bimestrale Infinitimondi, in ricordo del fotoreporter, a due anni dalla sua scomparsa, per aprire riflessioni sul futuro, a partire dalla storia napoletana.  Tra gli scatti, anche quelli del Festival nazionale de L’Unità che si svolse a Napoli nel 1976.  E poi le foto dei sopralluoghi nei paesi distrutti dal terremoto dell’Irpinia dell’80, le fasi cruciali del compromesso storico e la rottura di quegli accordi”.

1981, Enrico Berlinguer e la fine della spinta propulsiva

Cento anni fa la rivoluzione bolscevica. Nel nostro libro abbiamo dedicato al tema dello “strappo” del PCI dall’Unione Sovietica un intero capitolo. Tra i materiali di riferimento abbiamo utilizzato due tra i più celebri discorsi di Enrico Berlinguer. Il primo, in ordine di tempo, è  il discorso tenuto il 3 novembre del 1977 a Mosca in occasione della celebrazione del 60° anniversario della Rivoluzione d’ottobre. Un discorso molto breve (durò poco meno dei 7 minuti concessi) in cui il segretario comunista affermava essere la democrazia il valore storicamente universale sul quale fondare un’originale società socialista e che fu accolto con gelo assoluto dalla platea. Il secondo è un brano della conferenza stampa televisiva del 15 dicembre 1981, dopo la presa del potere del generale Jaruzelski in Polonia, in cui Berlinguer espresse il famoso concetto della “fine della spinta propulsiva”. Riproponiamo i due documenti qui di seguito, preceduti da un filmato che nella parte iniziale mostra Berlinguer nel corso del suo intervento a Mosca.

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Oggi giornata mondiale per l’aborto libero e sicuro. 1981, Il discorso di Berlinguer a Firenze sulla 194

Oggi è la Giornata mondiale per l’aborto libero e sicuro.

Il 26 aprile 1981 decine di migliaia di persone manifestarono a Firenze per la legge 194, invitate dalla Federazione giovanile del PCI con la parola d’ordine “Perché nel futuro dei giovani non ci sia più l’aborto”.  L’oratore della giornata era Enrico Berlinguer, che in piazza Santa Croce, in esordio, si scusò quasi di non dedicare il comizio alle solite questioni dell’attualità politica (era in corso il congresso del Psi), ma di voler affrontare senza indugi il tema dell’interruzione della gravidanza e dei due referendum che mettevano in discussione l’integrità della legge 194. Davanti a tanti giovani e alla fine di una mattinata grigia, sotto le prime gocce di pioggia, Berlinguer richiamò con energia tutto il partito ad impegnarsi a fondo perché uscissero battute dalle urne le forze “conservatrici, oscurantiste, reazionarie” che, se vittoriose, non avrebbero esitato a “tentare di colpire altre conquiste democratiche e sociali”.

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1981, Berlinguer tra il popolo delle fabbriche

Tre le questioni che Enrico Berlinguer, concludendo la Festa dell’Unità a Torino il 20 settembre 1981, indica al popolo comunista: prima di tutto la pace, poi una riflessione sul tipo di sviluppo economico e sociale, l’uso delle risorse e la qualità del lavoro e della vita, infine la questione morale. E’ il Berlinguer dell’alternativa democratica.

C’era una folla enorme a “Italia ’61”. Decine di migliaia di persone avevano affollato nei giorni precedenti i giardini e i prati tra il Palazzo del Lavoro e il Palavela. Erano gli anni della maggiore spinta del Pci. Venne invitato alla Festa anche Guido Carli, ex governatore della Banca d’Italia, ex presidente di Confindustria, futuro senatore indipendente nelle liste della Dc e ministro: partecipò a un dibattito con Claudio Napoleoni e Felice Mortillaro sul tema “Chi comanda davvero in fabbrica”.

Con gli esponenti del Pci si misuravano i leader nazionali e gli uomini di spicco degli altri partiti e dei sindacati che avevano matrici diverse da quelle comuniste, sindaci di grandi città e amministratori, imprenditori e rappresentanti della cultura, cinema e arte.

Tra la folla di Torino c’era anche Giuseppe Ciari, militante toscano, che registrò il discorso dal vivo.

I colori del nostro libro a Bagno Vignoni

Davvero una manifestazione riuscita l’ottava edizione de “I colori del libro”, che si è svolta sabato e domenica a Bagno Vignoni, organizzata dal comune di San Quirico d’Orcia e Toscanalibri. Organizzazione efficiente e cordiale, ospiti di grande interesse (tra tutti Simone Cristicchi), una mostra mercato con banchi tutti da “spigolare”.

Ai “Colori del libro” abbiamo portato i nostri colori: il bianco e nero della copertina del libro, che allude a un’epoca ormai lontana, il rosso della bandiera del popolo comunista che vedeva in Berlinguer un punto di riferimento per il suo futuro. La pioggia non ha scoraggiato il pubblico che si è rapidamente spostato dalla piazza adiacente alla grande vasca termale verso la pieve poco lontana. E così, insieme al giornalista e scrittore Michele Taddei e alla giovane e bravissima sindaca di San Quirico Valeria Agnelli, abbiamo parlato di compromesso storico in chiesa.

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Con EB a Bagno Vignoni per “I colori del libro”

Sabato 23 e domenica 24 settembre torna a Bagno Vignoni (Siena) per la ottava edizione “I colori del libro”, con la formula della Mostra mercato del libro usato, antico e d’occasione e la presenza di una ventina di espositori. Ci saremo anche noi con il nostro “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente”, Maschietto Editore. Appuntamento per domenica 24 settembre alle ore 17.

Il programma completo della manifestazione qui sul sito di Toscanalibri.

Berlinguer per Re David: la politica come alleanza di cittadini

Francesca Re David è da poche settimane la nuova segretaria generale della Fiom.  Dal 1987 in Cgil e dal 1998 in Fiom, sta girando l’Italia per conoscere a fondo i territori e le loro sofferenze, in un autunno che si preannuncia molto caldo sul fronte del lavoro.

Adolescente, conobbe Berlinguer, la sua famiglia, si iscrisse alla sezione del PCI di Ponte Milvio, la stessa del segretario. E’ venuta a Sesto Fiorentino, alla Casa del popolo Unione Operaia di Colonnata, per un incontro pubblico sui temi del lavoro, e ha accettato con grande sensibilità di parlare di lui. Il suo ricordo personale è quello di un uomo “dolcissimo, gentile, umano”, disposto ad ascoltare.

La foto dell’Unità che lo ritrae proprio a Roma, circondato dai giovani, lo vede come un militante di base seduto dall’altra parte rispetto al segretario della sezione, che è in quel caso il dirigente responsabile del partito. Berlinguer lo ascolta, e i giovani con lui. Francesca Re David è la ragazza alle sue spalle. “Rivendicava la diversità di una politica – ci ha detto la segretaria Fiom – che non è solo un “fare”, una “tattica”, ma che è polis, coalizione di cittadini, etica, diversa visione del futuro. Non è diventare come gli altri che fa la tua forza, ma far diventare gli altri come te”. E poi la centralità del lavoro, il compromesso storico come l’interpretazione migliore della radice della nostra Costituzione, che in sè contiene elementi del pensiero comunista, di quello liberale e di quello cattolico.  Ecco l’intervista. Dura solo 11 minuti ed è di grande interesse.

Grazie a Francesca Re David per questa testimonianza.

Grazie a Sesto TV e ai suoi instancabili animatori Daniele Papi e Sergio Campostrini per aver realizzato il filmato.

Il 30 agosto con EB al circolo Arci Isolotto di Firenze

“Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente” on tour. Un nuovo appuntamento per discutere insieme sull’attualità (e l’inattualità…) di Enrico Berlinguer a partire dal nostro libro. Stavolta l’invito viene dall’associazione di promozione sociale di Firenze La Bottega del Tempo, che ha lanciato e gestisce il progetto Cirkoloco. Le iniziative estive si tengono sulla terrazza del circolo ARCI di via Maccari 104, all’Isolotto, in collaborazione con il Quartiere 4. Noi ci saremo mercoledì 30 agosto, alle 21.30.

Lunedì 21 agosto alla Festa dell’unità progressista di Massa

Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista di Massa ci ha invitati a parlate di “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente” alla Festa regionale dell’unità progressista che si sta svolgendo nel Parco di Ricortola (Marina di Massa). L’appuntamento è per lunedì 21 agosto alle ore 21. Coordina l’incontro Nicola del Nero. Intervengono: Susanna Cressati, giornalista, Michele Ventura, Mdp Toscana, e Francesco Anselmi, segretario provinciale Sinistra Italiana Massa.

Letture. Marco Almagisti: “Una democrazia possibile”. Partiti e l’importanza delle culture politiche

 

Nel nostro libro, in una interessante intervista, Nadia Urbinati, docente di Teoria Politica al Department of Political Science della Columbia University e autrice di numerosi volumi e pubblicazioni sulle democrazie moderne e la loro crisi, riconosce a Enrico Berlinguer l’originalità e la fatica di voler costruire una cultura politica “nuova” pur mantenendo solide radici in quella “vecchia”: “una visione di sinistra democratica – dice Urbinati – adatta all’Occidente, ma non omologata con il socialismo o le socialdemocrazie occidentali”.

Il tema della cultura politica , e nello specifico delle culture politiche storiche che si sono sviluppate in due contesti locali emblematici, il Veneto “bianco” e la Toscana “rossa”, è al centro del libro “Una democrazia possibile, politica e territorio nell’Italia contemporanea” scritto da Marco Almagisti, docente di Scienza Politica presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova per i tipi di Carocci. Almagisti definisce la “cultura politica” come un “insieme di comportamenti e atteggiamenti fatti propri dalle persone, dalle prassi sociali e dai sistemi di significato, ossia dai significati condivisi che danno alle cose che fanno”, e ne analizza formazione e sviluppo in Italia proprio negli anni in cui Berlinguer esercitava la sua leadership nel PCI.

Una analisi interessante, anche per provare a rispondere a un interrogativo che la stessa Nadia Urbinati ha consegnato al nostro libro: “Ci si deve chiedere – ed è un problema serissimo e difficile da spiegare – come mai, pur con la presenza culturale e politica tanto diffusa che aveva il Pci, tutto sia svanito in pochissimo tempo. Come è stato possibile che una cultura comunista e un pensiero sociale tanto estesi e condivisi si siano dissolti tanto in fretta, lasciando in piedi un economicismo che non è migliore di quello liberista?”.

Il sito www.largine.it ha pubblicato questa intervista all’autore.

 

L’umanità della “favola rossa”, come un fiume carsico

Un interessante articolo sul Corriere della sera sul saggio di Mario Caciagli  «Addio alla provincia rossa» (Carocci). “Perfino Guareschi – si legge – apprezzava la cultura popolare di sinistra delle regioni dominate dal Pci: Claudio Magris a colloquio con il politologo Mario Caciagli che in un saggio ha analizzato la vita quotidiana, familiare, concreta dei comunisti in Toscana”.  E uno straordinario Vittorio Gassman al Congresso nazionale del PCI secondo Ettore Scola (La Terrazza).

Leggi dal Corsera 

Guarda la scena del film La Terrazza