Alla 25 Aprile di Firenze con concerto

Ecco alcune immagini dell’incontro che si è svolto alla casa del popolo 25 aprile di Firenze. Abbiamo presentato il nostro libro, discusso sulla politica di Berlimguer ma anche molto su quella attuale, i rischi per la democrazia e il ruolo della sinistra, abbiamo cantato con l’Allonsanfan band alcune vecchie canzoni.  Grazie agli organizzatori e avanti con la nostra riflessione sul segretario del PCI.

Imperdibile settembre a Firenze con EB

Ecco la locandina ufficiale della mostra su Enrico Berlinguer al Mandela Forum di Firenze. Simone Siliani e io ci saremo con il nostro libro “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente”.  Presto le informazioni sul programma.

Serata Berlinguer a Montale (Pistoia)

Ecco le immagini della serata di ieri organizzata nel nome di Enrico Berlinguer dalla Federazione di Pistoia di Sinistra Italiana al circolo Arci di Montale (PT). Giovanni Turris, dell’Associazione culturale Enrico Berlinguer di Roma, ha presentato il documentario che ha realizzato utilizzando i materiali dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio. Cinquanta minuti intensi, ricchi di immagini e di brani di alcuni dei video-documenti più significativi del percorso politico e umano del segretario del PCI. Con la conduzione di Daniele Cipriani ne hanno parlato Lorenzo Falchi, sindaco di Sesto Fiorentino e membro della segretaria nazionale di SI, e Susanna Cressati. L’interesse per la figura di Berlinguer e per il suo lascito politico è sempre vivo.

Il mondo di Berlinguer: le foto

C’è una bella vignetta di Sergio Staino al primo piano della libreria Rinascita di Empoli. Contiene una battuta affettuosa sulle donne che la gestiscono, sulla loro appassionata competenza. Ed è proprio quella che campeggia in una di queste foto, scattate dal bravo e generoso Sanzio Fusconi. Eravamo in quella sala, giorni fa, per presentare “Il mondo di Berlinguer. 1972-1984”, poderoso catalogo di una mostra curata da Adriano Chini, a lungo dirigente del PCI, poi sindaco di Campi Bisenzio e consigliere regionale, nell’anno del quarantesimo della morte del segretario del PCI. Nel corso di tutta la sua esperienza politica Chini ha messo da parte e gelosamente conservato manifesti, volantini, fotografie, pubblicazioni relativi alla vita del partito e ora ha messo in ordine questo ricchissimo materiale accompagnandolo con una scelta minuziosa di avvenimenti e testi significativi. Il tutto proposto giorno per giorno e anno per anno. Una formidabile ricostruzione di un periodo fondamentale della vita politica del nostro paese. Ne abbiamo parlato con Chini il filosofo pisano Alfonso Maurizio Iacono ed io, davanti a un pubblico numeroso, attento e partecipe.

Il giorno del compleanno di Enrico Berlinguer a Barberino

Ho passato a Barberino con Simone Siliani, Paolo Cocchi e tanti (tanti davvero) amici e compagni il giorno che sarebbe stato quello del compleanno di Enrico Berlinguer. Il tema proposto da Ora!Barberino e Cultura Commestibile al pubblico riunito nel salone del circolo Arci era “L’eredità di Erico Berlinguer”, un argomento a Simone e a me molto congeniale visto che ci abbiamo dedicato un libro intero, “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente” (Castelvecchi Editore 2022) per sostenerne, almeno in alcune parti molto importanti e “pesanti”, la sua attuale utilità per la politica e per la sinistra. Dopo due ore buone di interventi eravamo sempre lì (mentre al tavolo dell’aperitivo attendevano intonsi crostini pecorino e baccelli) a cercare di fare i conti con quella eredità, a lungo trascurata, allontanata, espunta come cosa sorpassata, a volte condannata come inutile se non dannosa per la sinistra. Eppure ancora evocata e desiderata. Basta soffiare sulla cenere, anche con poco fiato, anche con pudore intellettuale e le braci riprendono molto rapidamente la loro vita incandescente. Io non conosco Barberino e la sua realtà politica. Ma sia in questa che in altre occasioni (vedi Bagno a Ripoli) avrei consigliato ai politici oggi attivi di venire a ascoltare. Perché il livello di scoramento, di smarrimento, di mancanza di speranza nella politica che i tanti (tanti) intervenuti ha espresso era davvero sconvolgente. Con il libro Simone ed io giriamo le varie sedi di presentazione dal 2016 e stiamo percependo anno dopo anno, mese dopo mese, la consapevolezza di un decadimento politico e partecipativo che sembra inarrestabile: le persone ti guardano con occhi disperati, non se ne fanno una ragione che la politica che un tempo praticavano come crescita personale e partecipazione alla vita collettiva sia stata annulla, sostituita da un gioco di potere su cui non solo non hanno alcuna influenza ma che non tiene minimamente conto dei loro problemi, dei loro diritti. Nessuno, nessuno a sinistra sembra avere veramente raccolto e messo a frutto quella eredità di Berlinguer che i nostri interlocutori testimoniano ancora così vicina al popolo: il valore universale della democrazia, la battaglia per la pace, per un nuovo modello di sviluppo (austerità), per una politica pulita (questione morale), per una politica vicina a chi ha le leve del futuro (i giovani, le donne). “Siamo disarmati”, li senti dire.

“Abbiamo di fatto dimenticato Berlinguer – dice Paolo – ma è il fardello della sua eredità che non lascia noi”. A cavallo degli anni Ottanta e Novanta si sviluppò un dibattito intorno al concetto di “orizzonte del comunismo”, che la sinistra avrebbe dovuto o meno indicare come proprio estremo approdo. Un orizzonte che, se ben ricordo, era disegnato dalla critica al capitalismo ma anche alla versione corrente della democrazia. Erano gli anni in cui Giorgio Gaber cantava “Ma cos’é la destra cos’é la sinistra. Basta!” e “ideologia” era una parolaccia. E invece – penso – una ideologia è essenziale, sono essenziali fondamenti teorici, finalità, valori e obiettivi anche a lungo termine che sostengono una battaglia politica che non si riduca alla curatela di interessi particolari, a obiettivi elettorali, a lotte di potere.

Lo sgomento dei nostri interlocutori (e confesso anche il mio) rispetto alla politica attuale (parlo a livello europeo) è tutto qui: nessuna forza politica sta costruendo una proposta critica nei confronti dello stato di cose presente, di un capitalismo sempre più globale e vorace, che produce un mondo sempre più diseguale ed ingiusto, travolto dalle guerre, in balìa dei pochi privati che con le tecnologie più avanzate tengono in pugno miliardi di esseri umani conoscendone i dati e potendoli trasformare in armi poderose di controllo e manipolazione.

Direte: ma Berlinguer che ne sapeva? Nella remota sua epoca questo politico qualcosa aveva intuito (rileggetelo), aveva individuato e indicato un orizzonte critico rispetto allo stato di cose presenti.

Susanna Cressati

Berlinguer, l’eredità perduta

Partecipatissimo e di grande attualità il dibattito che si è svolto ieri, sabato 11 maggio, alla Biblioteca Comunale di Bagno a Ripoli sul tema dell’eredità politica di Enrico Berlinguer a 40 anni di distanza dalla sua morte, avvenuta l’11 giugno 1984. L’evento è stato promosso dall’associazione “Firenzeintralice” in collaborazione con “Cultura Commestibile” e la Biblioteca comunale, con il patrocinio del Comune di Bagno a Ripoli.  Sono intervenuti Simone Siliani e Paolo Cocchi, conduzione di Susanna Cressati. Si è discusso a lungo sul ruolo del segretario e sul destino della sua elaborazione politica, una eredità, si è detto, che purtroppo nessuno a sinistra sembra aver raccolto. Particolarmente invocata, durante gli interventi, la necessità di una politica di sinistra partecipata, in cui le persone e soprattutto i giovani possano riconoscersi.

Berlinguer dalla parte dei lavoratori, dei giovani, della pace

E’ sempre emozionante e interessante ascoltare, durante le presentazioni del nostro “Berlinguer. Vita vissuta, vita vivente” (Castelvecchi Editore 2022), le domande e le riflessioni di chi partecipa agli incontri. Ieri a Empoli, alla libreria San Paolo Libri & Persone, abbiamo parlato di come le idee e le visioni di Enrico Berlinguer possano ancora ispirare una sinistra capace di stare dalla parte dei lavoratori, dei giovani, della buona politica e della pace. E abbiamo anche ricordato le difficoltà incontrate dal segretario non solo tra i suoi avversari ma anche nel suo stesso campo. Ci hanno salutati e stimolati con i loro interventi tutti i partecipanti, insieme a Alessio Mantellassi, Presidente del Consiglio Comunale di Empoli, e al conduttore Piero Benassai, collega e amico.

Ciao Sergio Staino e grazie

All’inizio del 2016 il lavoro di ricerca e di costruzione del libro “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente” era quasi concluso. Un azzardo iniziato almeno un paio di anni prima, sulla base di uno spunto attivato quando di Enrico Berlinguer non parlava ormai quasi nessuno, se non come mito. Non come il costruttore di un pensiero di sinistra che ancora oggi, ogni giorno, ci parla e ci accompagna. Simone Siliani ed io eravamo pronti con il testo. Ma se ci pensate bene intorno al testo fornito dagli autori in un libro ci sono tante, tante altre cose, molto importanti. Quelle materiali (formato, copertina, immagini) e quelle che alla “materia” danno la spinta ideale ed emozionale indispensabile per farsi conoscere, per definirsi, per proporsi. E quindi ci dicemmo “chiediamo a Sergio”, bussiamo alla sua generosità, alla sua intelligenza acuta, al suo impegno. In piena sintonia con i contenuti del libro ci regalò lo slancio di questo Berlinguer volante verso il cielo, salutato da un Bobo saldo nel peso e nelle geometrie razionali della terra come nella fede pragmatica e umana di un militante. Grazie Sergio, grazie per le tue idee, per la tua fatica e per questo regalo.

 

 

Berlinguer e la pace tra spinta ideale e realismo politico

A Fiesole, nella Sala del Basolato, abbiamo presentato il nostro libro “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente” (Castelvecchi Editore) davanti a un pubblico interessato e partecipe. Abbiamo parlato soprattutto della spinta ideale e del realismo politico che hanno spinto Berlinguer a mettere la pace al primo posto e di quanto questa sua caparbia convinzioni diventi oggi un messaggio ineludibile. A parlarne, con Simone Siliani e con me, c’erano Alessandro Pesci di Fiesole Democratica, don Paolo Tarchi, in rappresentanza del vescovo di Fiesole, Ugo Sposetti, presidente dell’Associazione Enrico Berlinguer e Vannino Chiti, già parlamentare e ministro della Repubblica, autore del recente volume “Dare un’anima alla sinistra. Idee per un cambiamento profondo” (Guerrini e Associati). Proprio Chiti, nel suo intervento conclusivo, ha sottolineato l’importanza di guardare ancora oggi con attenzione a Berlinguer e alla politica che ha incarnato, una politica ancora capace di una analisi e di una critica autonoma della società. Grazie a organizzatori e partecipanti.

Berlinguer tra realismo e utopia: incontro alla libreria Malaparte

Il 12 dicembre, con il sostegno dell’Istituto Gramsci Toscano, abbiamo presentato la nuova edizione di “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente” (Castelvecchi Editore) alla libreria Malaparte di Firenze. Libreria indipendente, nuova, piccola e coraggiosa in pieno centro storico. Pubblico numeroso oltre ogni aspettativa, attento, partecipe. Prendendo spunto dal nostro libro ne è venuta fuori una conversazione attualissima e animata, che ha messo in luce vari aspetti del segretario del PCI: Berlinguer tra utopia e realismo, tra conservatorismo e visionarietà, tra faticosi ritardi e folgoranti intuizioni. Un politico vero, non un politicante, al quale, come dice lo scrittore Maurizio Maggiani nel suo contributo al libro, tanti hanno creduto e non smettono ancora di credere.

Un ringraziamento sentito alla libreria Malaparte, all’Istituto Gramsci che ci ha supportato, in particolare Vittoria Franco, al collega Massimo Vanni per le sue sollecitazioni e a tutti gli intervenuti.

Ecco la registrazione integrale dell’incontro, realizzata da Daniele Papi di SestoTV

Bandiere: Berlinguer e la Palestina

18 maggio 2021. Il Circolo Arci Isolotto, in via Maccari, un tempo anche soprannominato il “fortino”, è aperto nonostante le difficoltà del momento. Per una delle interviste che l’Istituto Gramsci Toscano sta dedicando al centenario del PCI, incontro un vecchio compagno, Franco Quercioli, maestro alla Montagnola, dirigente scolastico, storico sindacalista della scuola e dell’Università, ex presidente dell’Arci.

Parliamo in una stanza spoglia, alle pareti ci sono i ritratti di Gramsci, Togliatti, Berlinguer. C’è anche una versione giovanile di Ernesto Balducci, perché il locale, che fu sede della sezione comunista, lo è oggi del circolo PD dedicato al sacerdote di Santa Fiora.

Facciamo l”intervista, che a breve l’Istituto caricherà sul suo sito, beviamo una enorme spuma bionda al bar. Ci fermiamo sulla soglia: tra le tante bandiere che sventolano agganciate alla ringhiera che circonda l’edificio c’è quella rossa con Berlinguer e accanto quella palestinese. Ci guardiamo in silenzio e ci salutiamo.

Susanna Cessati

Sotto lo sguardo di Berlinguer a Lucca

Siamo davvero grati a “Sinistra con” di Lucca per averci regalato una bellissima serata con Enrico Berlinguer al Circolo di Piazza San Francesco. Con i numerosi, competenti e appassionati partecipanti abbiamo avuto una conversazione molto interessante, a partire dal nostro libro “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente“, sulla politica, la sinistra, la sua storia e le sue prospettive attuali.  Un ringraziamento particolare al capogruppo di “Sinistra con” Daniele Bianucci e alla giornalista Valentina Giglioli che ha condotto l’incontro. Eccoci al termine dell’iniziativa sotto lo sguardo di Enrico Berlinguer, anche lui impegnato in una discussione.

Berlinguer e la politica oggi nell’incontro all’ARCI di Capannoli

Davvero una bellissima accoglienza quella che il Circolo ARCI Casa del Popolo di  via Fontino  a Capannoli ha riservato sabato 2 marzo 2019 al nostro “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente” (Maschietto Editore 2016). Tanta gente in sala e un dibattito lungo e appassionato, ripercorrendo le idee e le scelte del segretario comunista, con una attenzione continua all’attualità politica.  Al centro delle riflessioni i temi dell’organizzazione della sinistra, dello sviluppo economico, del rapporto con i movimenti, dell’Europa. Un ringraziamento particolare ai compagni che hanno organizzato l’evento e accolto con calore gli autori, partecipando alla conversazione con le loro considerazioni e le loro domande: Luca Pasqualetti, Isa Garosi e Samuele Agostini.

Michele Smargiassi analizza i Berlinguer “immaginari” di Time

Da noi interpellato sul tema delle due copertine che la rivista Time dedicò a Enrico Berlinguer nel 1975 e 1976, Michele Smargiassi, giornalista di Repubblica esperto di fotografia, ha scritto un lungo e interessante articolo sul suo blog “Fotocrazia”. Nel pezzo Smargiassi analizza l’uso che il periodico fece e continua a fare dei disegni per “connotare” meglio i propri orientamenti relativi ai personaggi oggetto della sua attenzione, e riporta interessanti esempi di come, afferma, “ le immagini siano armi da guerra politica e le copertine il fronte avanzato della battaglia“: il volto pesantemente scurito di  O.J. Simpson, gigante del football americano sotto processo per omicidio che nel 1994 fece gridare al razzismo, le “corna” diaboliche ( la M di Time)  furbamente fatte coincidere con la testa di Trump, le “omissioni di Photoshop”. Molto interessante.