Berlinguer per Re David: la politica come alleanza di cittadini

Francesca Re David è da poche settimane la nuova segretaria generale della Fiom.  Dal 1987 in Cgil e dal 1998 in Fiom, sta girando l’Italia per conoscere a fondo i territori e le loro sofferenze, in un autunno che si preannuncia molto caldo sul fronte del lavoro.

Adolescente, conobbe Berlinguer, la sua famiglia, si iscrisse alla sezione del PCI di Ponte Milvio, la stessa del segretario. E’ venuta a Sesto Fiorentino, alla Casa del popolo Unione Operaia di Colonnata, per un incontro pubblico sui temi del lavoro, e ha accettato con grande sensibilità di parlare di lui. Il suo ricordo personale è quello di un uomo “dolcissimo, gentile, umano”, disposto ad ascoltare.

La foto dell’Unità che lo ritrae proprio a Roma, circondato dai giovani, lo vede come un militante di base seduto dall’altra parte rispetto al segretario della sezione, che è in quel caso il dirigente responsabile del partito. Berlinguer lo ascolta, e i giovani con lui. Francesca Re David è la ragazza alle sue spalle. “Rivendicava la diversità di una politica – ci ha detto la segretaria Fiom – che non è solo un “fare”, una “tattica”, ma che è polis, coalizione di cittadini, etica, diversa visione del futuro. Non è diventare come gli altri che fa la tua forza, ma far diventare gli altri come te”. E poi la centralità del lavoro, il compromesso storico come l’interpretazione migliore della radice della nostra Costituzione, che in sè contiene elementi del pensiero comunista, di quello liberale e di quello cattolico.  Ecco l’intervista. Dura solo 11 minuti ed è di grande interesse.

Grazie a Francesca Re David per questa testimonianza.

Grazie a Sesto TV e ai suoi instancabili animatori Daniele Papi e Sergio Campostrini per aver realizzato il filmato.

Letture. Marco Almagisti: “Una democrazia possibile”. Partiti e l’importanza delle culture politiche

 

Nel nostro libro, in una interessante intervista, Nadia Urbinati, docente di Teoria Politica al Department of Political Science della Columbia University e autrice di numerosi volumi e pubblicazioni sulle democrazie moderne e la loro crisi, riconosce a Enrico Berlinguer l’originalità e la fatica di voler costruire una cultura politica “nuova” pur mantenendo solide radici in quella “vecchia”: “una visione di sinistra democratica – dice Urbinati – adatta all’Occidente, ma non omologata con il socialismo o le socialdemocrazie occidentali”.

Il tema della cultura politica , e nello specifico delle culture politiche storiche che si sono sviluppate in due contesti locali emblematici, il Veneto “bianco” e la Toscana “rossa”, è al centro del libro “Una democrazia possibile, politica e territorio nell’Italia contemporanea” scritto da Marco Almagisti, docente di Scienza Politica presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova per i tipi di Carocci. Almagisti definisce la “cultura politica” come un “insieme di comportamenti e atteggiamenti fatti propri dalle persone, dalle prassi sociali e dai sistemi di significato, ossia dai significati condivisi che danno alle cose che fanno”, e ne analizza formazione e sviluppo in Italia proprio negli anni in cui Berlinguer esercitava la sua leadership nel PCI.

Una analisi interessante, anche per provare a rispondere a un interrogativo che la stessa Nadia Urbinati ha consegnato al nostro libro: “Ci si deve chiedere – ed è un problema serissimo e difficile da spiegare – come mai, pur con la presenza culturale e politica tanto diffusa che aveva il Pci, tutto sia svanito in pochissimo tempo. Come è stato possibile che una cultura comunista e un pensiero sociale tanto estesi e condivisi si siano dissolti tanto in fretta, lasciando in piedi un economicismo che non è migliore di quello liberista?”.

Il sito www.largine.it ha pubblicato questa intervista all’autore.

 

L’umanità della “favola rossa”, come un fiume carsico

Un interessante articolo sul Corriere della sera sul saggio di Mario Caciagli  «Addio alla provincia rossa» (Carocci). “Perfino Guareschi – si legge – apprezzava la cultura popolare di sinistra delle regioni dominate dal Pci: Claudio Magris a colloquio con il politologo Mario Caciagli che in un saggio ha analizzato la vita quotidiana, familiare, concreta dei comunisti in Toscana”.  E uno straordinario Vittorio Gassman al Congresso nazionale del PCI secondo Ettore Scola (La Terrazza).

Leggi dal Corsera 

Guarda la scena del film La Terrazza

Albini: “Un leader comunista che raccoglie ancora interesse e rispetto”

Così sul suo profilo Facebook Tea Albini presenta la serata al Torrino di Santa Rosa, Firenze: “Stasera alle 19 al Torrino di Santa Rosa presentiamo il bel libro di Susanna Cressati e Simone Siliani: Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente.
Un bel titolo, oltre che un bel libro. E in questi tempi in cui tanta (se non tutta) la vita politica sta appesa alle pagine di un libro, è anche una piccola boccata d’ossigeno.
Si parlerà di Berlinguer, ovviamente, ma sarà tutt’altro che un’operazione nostalgia. Nel libro non c’è soltanto la storia che abbiamo vissuto, con le testimonianze e le riflessioni di tanti protagonisti di una stagione. C’è soprattutto un riferimento a una serie di pensieri e di fatti che interrogano il presente e da più di quarant’anni formulano ancora diversi concetti ancora proiettati nel futuro.
Leggerlo è stato come aprire i quotidiani di oggi, con un senso quasi di invidia rispetto a quelle opinioni sparite dai radar di cronache di gossip politico e storytelling, per ritrovarvi riflessioni acute e avveniristiche sul senso del lavoro, sul rapporto con il capitalismo, sulla nascita di un certo neoliberismo selvaggio (che appare quasi come una condanna) e sulle strade che poi avrebbe preso e “rischiato” la politica per arrivare ai tempi di oggi.
Sarà forse per questo che oggi Berlinguer è il nome di un leader “comunista” che raccoglie interesse e rispetto unanime in tutto l’arco dei sentimenti e delle istanze politiche. Ed è per questo che l’interessante serata che con questo libro gli dedichiamo è un bel tuffo nel contemporaneo che, ne sono sicura, farà riflettere e divertire al di là delle nostre personali biografie“.

Berlinguer, SEO ed emozioni

Nel tentativo di promuovere meglio questo sito e di aumentare il numero dei lettori sto seguendo online un corso gratuito di SEO, Search Engine Optimization, l’insieme delle tecniche per migliorare la visibilità di un sito web sui motori di ricerca. E’ interessante e utile e mi sono già appuntata una serie di accorgimenti per migliorare la qualità dei miei aggiornamenti.

Ma questo sito non è commerciale, non ha come obiettivo quello di vendere ortaggi, panettoni o gioielli (sono gli esempi citati nel corso). Certo promuove un libro, “Berlinguer.Vita trascorsa, vita vivente”, ne pubblica fonti e materiali, ma ha l’obiettivo di proseguire insieme ai lettori il viaggio intrapreso con la scrittura e la pubblicazione, proponendo e condividendo esperienze e riflessioni.

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“Bandiera rossa contrordine compagni”: come nasce un film “social”

A noi di “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente” Pietro Folena lo aveva anticipato quando ci aveva concesso l’intervista per il libro: ci sarà un nuovo film che racconterà la vita di una sezione del PCI in Toscana quando il segretario era Berlinguer. Ora l’annuncio ufficiale, dato da Il Messaggero: il film si farà con una inedita formula “social” e si intitolerà “Bandiera Rossa contrordine compagni”.

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Futurologia, ovvero “i motivi della nostra esistenza”

Era il 1982, l’anno di Blade Runner. Forse, quando al 22° Congresso nazionale della FGCI, al Palalido di Milano, Enrico Berlinguer invitò i giovani a organizzare un “congresso di futurologia” qualcuno pensò che il segretario del Pci si fosse ispirato a Stanisław Lem, autore di un libro con lo stesso titolo. Del resto questo scrittore polacco di fantascienza, medico, scienziato, narratore, era o non era stato autore di testi caratterizzati da una forte critica al sistema capitalista?

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Aldo Bondi: “Da Berlinguer risposte di lunga durata”

La rivista settimanale Cultura Commestibile dedica il servizio di apertura del numero 220 a Enrico Berlinguer. Lo storico Aldo Bondi, che ha partecipato con noi a una delle presentazioni del libro “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente”(alle Caldine di Fiesole, il 21 aprile 2017) torna sul tema  per sottolineare la continuità del pensiero di Berlinguer e, in esso, la rilevanza di alcuni aspetti: il compromesso storico, l’attenzione costante al contesto internazionale, il lento strappo da Mosca, la concezione laica del partito, la rinnovata attenzione ai movimenti e il lavoro costante per l’unità politica dell’Europa.

Questa “rivoluzione copernicana”, conclude Bondi, ha patito non poche sconfitte, che vanno però considerate, a suo parere, più che frutto di inadeguatezze o errori di strategia o di tattica, come”esiti provvisori di una concezione educativa e ‘profetica’ della politica…come arte di dare insieme risposte di lunga durata ai bisogni che emergono dal corpo vivo della società”

 

Il Partito, il popolo e le Case

Il capitolo del libro che porta questo titolo affronta un tema cruciale dell’esperienza politica negli anni della segreteria di Enrico Berlinguer: quello del rapporto tra l’organizzazione partitica, le sue caratteristiche e il suo bisogno di cambiamento, e l’organizzazione della società civile, che aveva ed ha ancora nelle Case del Popolo (soprattutto in Toscana ma non solo) uno dei suoi punti di riferimento, luogo di educazione e di formazione politica e culturale. Ne abbiamo parlato con Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana e con Francesca Chiavacci, presidente dell’Arci, che proprio nel 2017 festeggia i sessant’anni della fondazione.

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EB come Garibaldi? No, l’eroe dei due mondi era massone

Maurizio Maggiani, nella postfazione al nostro libro, ha proposto un paragone tra Enrico Berlinguer e Giuseppe Garibaldi. Per farlo si è riferito a un bell’episodio: “Quando nel 1864 arriva a Londra – racconta Maggiani  di Garibaldi – la città si ferma, il porto si ferma, una folla immensa lo festeggia. La regina Vittoria scrive al suo Primo Ministro Benjamin Disraeli per chiedergli la ragione di questo trionfo. E lui risponde testuale: “Maestà, Giuseppe Garibaldi è oggi l’individuo più potente del mondo. Perché è ciò che dice, dice ciò che fa, fa ciò che è”. Puoi dirlo anche di Berlinguer. Questa era la sensazione che comunicava, e quindi era potente…L’idea è ciò che rende un uomo veramente
potente. E noi ci crediamo e non smettiamo mai di crederci”.

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Questione morale e austerità: quello che EB disse e quello che gli fanno dire

Lo scorrere del tempo e la ragguardevole distanza che ormai intercorre tra l’esperienza politica di Enrico Berlinguer e l’attualità non hanno ancora fatto giustizia del senso vero e compiuto di alcune sue intuizioni. Su alcune delle quali si continua anche oggi ad esercitare un gioco al ribasso fatto di semplificazioni fuorvianti, di distorsioni di comodo, quando non di vere e proprie strumentalizzazioni. Su due temi in particolare (braci ancora accese) ai quali abbiamo dedicato due capitoli del nostro libro, questo avviene ancora di frequente: la questione morale e l’austerità.  Confrontiamo brevemente cosa diceva Enrico Berlinguer con quello che vogliono fargli dire.

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Lotta alle disuguaglianze: un valore da riprendere

Dall’Ansa del 17 maggio 2017: “Più disuguaglianze, classi sociali ‘esplodono’ – “La diseguaglianza sociale non è più solo la distanza tra le diverse classi, ma la composizione stessa delle classi”. E’ questa l’analisi contenuta nel Rapporto Istat 2017. Per l’Istat “la crescente complessità del mondo del lavoro attuale ha fatto aumentare le diversità non solo tra le professioni ma anche all’interno degli stessi ruoli professionali, acuendo le diseguaglianze tra classi sociali e all’interno di esse”. C’è di più. Già un anno fa l’Istat aveva sottolineato l’andamento della disuguaglianza nella distribuzione dei redditi di mercato all’interno dei paesi ricchi e già un anno fa risultava che in Italia, tra il 1990 e il 2010, la disuguaglianza era aumentata più che in ogni altro Stato dell’Ocse. Siamo corsi ai ripari? No.

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