Berlinguer e la Toscana a Buongiorno Regione

Firenze. La trasmissione di oggi 13 aprile 2017 di Buongiorno Regione, della testata giornalistica regionale di Rai 3, ha dato spazio a Enrico Berlinguer. Il taglio scelto dai colleghi di Rainews è stato quello della presenza e delle relazioni del segretario del Pci in Toscana: i comizi, gli incontri con la popolazione (come quello del 26 aprile del 1981 a Lamporecchio), gli aneddoti. Così abbiamo presentato il nostro libro “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente” e risposto alle domande del conduttore Jacopo Cecconi.

Il nostro intervento inizia al minuto 13.45 della trasmissione

 

La voce di Berlinguer. Firenze, 17 febbraio 1980: prima di tutto la pace

L’immagine di copertina del nostro libro è abbastanza eloquente. Siamo a Firenze, in piazza della Signoria. E’ il 17 febbraio del 1980 e Enrico Berlinguer sta per iniziare a parlare di fronte alla folla raccolta per manifestare per la pace. Scrive Chiara Valentini nella sua biografia del segretario del Pci che “Il pacifismo in quel periodo in Italia non è ancora un fenomeno di massa, ma c’è una folla di duecentomila giovani che lo applaude entusiasta. Quell’incontro segna una riconciliazione di Berlinguer con il mondo giovanile, dopo le contestazioni del 1977 e del 1978”. (Chiara Valentini, “Berlinguer”, UEF pag. 327) Ma naturalmente c’è molto di più. Nel capitolo “La pace e il tempo nuovo” del nostro “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente” abbiamo riflettuto su quel periodo della storia del Pci e delle storia del movimento pacifista. All’invasione dell’Afghanistan, il 3 novembre 1979, il Partito comunista aveva reagito con un documento molto duro: “Di fronte all’intervento sovietico nell’Afghanistan, che costituisce una violazione dei principi di indipendenza e sovranità nazionale, il Pci ribadisce il proprio netto dissenso…Resta più che mai valida la fondamentale verità che i processi di liberazione dei popoli non possono che essere opera dei popoli stessi” (Documento della direzione del Pci pubblicato su L’Unità del 6 gennaio 1980). Erano i mesi in cui si acuiva la tensione tra Urss e Usa, con il dispiegamento dei missili a testata nucleare SS20 nei paesi del Patto di Varsavia e dei Cruise e Pershing 2 nell’Europa occidentale. “Mentre sul mondo sta per scendere il Grande gelo – scrive ancora Chiara Valentini – il segretario comunista ritorna a uno dei temi della sua giovinezza, quello appunto della pace”.

In queste due registrazioni dal vivo, che Giuseppe Ciari, allora militante del Pci, realizzò in piazza della Signoria, possiamo ascoltare direttamente dalla voce di Enrico Berlinguer le sue argomentazioni.

 

Parole nuove per il cambiamento: Berlinguer oratore

Firenze. A Lecco, nel corso di una delle presentazioni che stiamo tenendo in giro per l’Italia, uno degli intervenuti (Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana e intervistato nel nostro libro) ha introdotto il tema del linguaggio politico. In sintesi ha detto questo: “Berlinguer ci offre un linguaggio per parlare della crisi. Il segretario del Pci aveva una forte capacità di parlare in maniera sobria e rispettosa, di denunciare con parole forti l’ingiustizia, di delineare orizzonti nuovi e il bisogno di cambiamento con parole serene. Oggi la sinistra ha bisogno di elaborare un linguaggio moderno, senza strumentalismi usati per intimidire, aggredire, sottomettere. Un linguaggio semplice e profondo capace di esprimere una distanza critica rispetto all’esistente”.

Ma com’era il linguaggio di Berlinguer? La ricercatrice  Maria Vittoria dell’Anna lo ha analizzato per il sito della Treccani.

Potete leggere qui le sue riflessioni.

 

“Rinnovamento della politica e rinnovamento del Pci”: il testo

Rinnovamento della politica e rinnovamento del Pci”, l’articolo di Enrico Berlinguer che fu pubblicato sul supplemento mensile del settimanale Rinascita “Il contemporaneo” del 4 dicembre 1981, è uno dei testi più frequentemente citati in questo libro. Ci sembra utile quindi riproporlo integralmente.

Ricordiamo che Il Contemporaneo nasce il 27 marzo 1954 come rivista settimanale politico – letteraria a Roma, sotto la direzione iniziale di Romano Bilenchi, Carlo Salinari e Antonello Trombadori. Nel marzo del 1958 il comitato direttivo, formato da Renato Guttuso, Carlo Melograni, Velso Mucci, Carlo Salinari, Albe Steiner, Antonello Trombadori e Glauco Viazzi trasforma la rivista in mensile e nel 1965 si affianca alla rivista “Rinascita”, della quale diventa poi supplemento mensile. Rinascita e Il contemporaneo chiudono nel 1989.

Ecco il testo integrale

Rinnovamento della politica e rinnovamento del PCI

Rinascita, 4 dicembre 1981

Lo sviluppo impetuoso del movimento per la pace, caratterizzato da contenuti e forme di partecipazione in parte diversi da quelli propri dei partiti, ci consente di riproporre il tema delle novità che si vanno manifestando nel rapporto tra le masse e la politica, sul quale avemmo occasione di riflettere dopo la campagna referendaria sull’aborto.

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Intervista a Vittoria Franco. Prima parte

L’evoluzione del pensiero di Enrico Berlinguer sul tema delle donne è di grande interesse.

Nel 1947, nel corso della pluricitata “Relazione al Pci per l’avvenire e l’unità delle nuove generazioni”, l’allora segretario del Fronte della gioventù cita come esempi di virtù per le ragazze italiane Irma Bandiera, partigiana, torturata e fucilata dai nazisti, e Maria Goretti, una bambina di 11 anni, uccisa a colpi di punteruolo nel 1902 dall’uomo che aveva tentato di stuprarla.

Quando nel 1984, a pochi mesi dalla morte, il segretario nazionale del partito, conclude a Roma la VII Conferenza nazionale delle donne comuniste, supera l’orizzonte tradizionale dell’emancipazione e affronta, anche se solo parzialmente, la tematica della liberazione.

Ne abbiamo parlato con Vittoria Franco, docente universitaria e ex senatrice del Pci. Questa è la prima parte dell’intervista, intitolata “Le donne, leva del cambiamento”, registrata a Firenze il 19 gennaio 2016.

Venerdì 7 aprile presentazione a Sesto Fiorentino

Firenze. Venerdì 7 aprile alle ore 18, presso la libreria Rinascita di Sesto Fiorentino (Firenze), presentazione del libro di Susanna Cressati e Simone SIliani, “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente”. Partecipano: Lorenzo FALCHI (sindaco di Sesto F.no), Giuseppe MATULLI (ex vicesindaco di Firenze), Michele VENTURA (ex parlamentare)

Tomaso Montanari: Ciò che è vivo e ciò che è morto in Berlinguer”

Firenze. La prima presentazione del libro “Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente” è avvenuta a Firenze, alla libreria Feltrinelli Red., il 25 novembre del 2016. In quella occasione lo storico dell’arte Tomaso Montanari accettò di commentare il libro. Ecco una sintesi del suo intervento.

Tomaso Montanari

“Ciò che è vivo e ciò che è morto in Berlinguer” potrebbe essere crocianamente il titolo di questo libro. Ecco alcune riflessioni dopo la sua lettura.

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Maurizio Maggiani: “Berlinguer come Garibaldi”

Maurizio Maggiani (Castelnuovo di Magra 1951) è diventato “romanziere” (come scrive lui stesso nella biografia pubblicata sul suo sito) perchè non ha “mai smesso di essere curioso”. Quando siamo andati a trovarlo, in una casa nelle campagne di Faenza, ci ha raccontato a lungo il suo rapporto con Berlinguer e con il Pci: “Un anarchico che si iscrive al Pci perchè è d’accordo sul Compromesso Storico. Una roba grossa!”. Sempre sul suo sito ha scritto che suo nonno Armando era soprannominato Garibà, Garibaldi, “per il suo carattere, portamento e tempra politica”. Maggiani ha paragonato Berlinguer a Garibaldi, perchè, come disse alla regina Vittoria il primo ministro inglese Benjamin Disraeli a proposito dell’eroe dei due mondi, “è ciò che dice, dice ciò che fa, fa ciò che è”. Nel nostro libro l’intervento di Maurizio Maggiani è pubblicato come postfazione.